Massacro della coppia: fermato il presunto assassino, è un giovane studente di Infermieristica

LECCE – Svolta nel duplice omicidio di Via Montello: fermato un 21enne di Casarano, Antonio De Marco, studente di Scienze Infermieristiche e tirocinante al Vito Fazzi di Lecce. Sarebbe lui il presunto assassino di Eleonora e Daniele, la coppia barbaramente assassinata in via Montello a Lecce lo scorso lunedì sera. 60 coltellate: così sono stati freddati i due fidanzati che proprio in quei giorni avviavano una convivenza.

Il procuratore Leonardo Leone De Castris ha comunicato l’esito delle indagini durante un incontro con la stampa che si è tenuto all’esterno del comando provinciale dei Carabinieri di Lecce. “Si tratta di un primo tassello significativo – ha detto – non è detto però che dalle indagini non emerga ancora altro”.

Per il momento quello che è dato sapersi è che “il 21enne ha messo in piedi una vera e propria rappresentazione, anche per la collettività” ha spiegato De Castris. Una sorta di lezione dunque, per la quale il movente ancora non è stato reso noto dagli inquirenti. Rinvenute durante le indagini anche delle fascette da elettricista, che sarebbero potute servire probabilmente per legare le vittime.

Secondo indiscrezioni il 21enne sarebbe stato prelevato dai carabinieri intorno alle 18 dal nosocomio leccese. Adesso si spera in una confessione durante il lungo interrogatorio al quale sarà sottoposto.

“La ricostruzione dell’episodio è stata complessa – ha spiegato ancora De Castris – al momento non è chiaro, del tutto, il motivo a monte dell’omicidio. Ho seguito la vicenda insieme ad altri quattro Magistrati. Telecamere e filmati, intercettazioni, il bigliettino lasciato dall’assassino e la comparazione della calligrafia: questi gli elementi che hanno consentito questa svolta, oltre a pedinamenti. Si è arrivati al 21enne così. Il ragazzo è stato coinquilino di Daniele, affittuario di una stanza in casa sua verosimilmente fino ad agosto scorso.

La ricostruzione ci dice che c’è stata una fortissima premeditazione e questo è testimoniato dai sopralluoghi fatti nei giorni precedenti e il giorno stesso del delitto. Dai 5 foglietti ritrovati a terra sul luogo dell’assassinio è emerso il percorso studiato per bypassare le telecamere e anche lo studio, nel dettaglio, delle modalità con cui compiere l’azione criminosa. Tutto ciò che è stato rinvenuto nell’abitazione ci ha spinto alla conclusione che l’omicidio dovesse essere una rappresentazione, anche per la collettività – ha rimarcato – su questo mi fermo. Ovviamente quanto appena riferito rientra nella nostra ipotesi accusatoria. Di certo da oggi la città di Lecce esce da un incubo, auspichiamo adesso una confessione”.

E.Fio

 

 

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