Ex Ilva, 5mila esuberi. Conte: “Inaccettabile, Paese sia coeso”

TARANTO- 5mila operai a casa e, con il venir meno del piano industriale, anche la mancata ambientalizzazione. Questa la prospettiva emersa durante il faccia a faccia tra governo e ArcelorMittal. “Ma non ci faremo prendere in giro”, ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa in tarda serata dopo il Consiglio dei Ministri fiume sull’ex Ilva.

“Inaccettabile” è la parola che Conte ha ripetuto più volte.

“Su questo tema il governo marcia compatto ma io chiedo di più, che il Paese marci compatto. Chi viene qui ha avuto il tempo di entrare in una dataroom, ha fior di consulenti, ha avuto modo di fare una verifica completa. Nessuno lo ha costretto a venire qui. Oggi noi chiediamo che ci sia il rispetto del piano industriale e ambientale. Il rischio d’impresa a chi spetta? Chi non sta rispettando gli impegni contrattuali? Non significa che chi colpisce per prima ha ragione, non funziona così”.

Le richieste di ArcelorMittal, con cui il tavolo resterà aperto 24 ore su 24, sono pesanti: cinquemila esuberi, il ritorno dello scudo penale e anche una norma ad hoc per tenere attivo l’altoforno 2 che rischia di essere spento dalla magistratura. Sono le tre condizioni poste. “Inaccettabili”, appunto, per il governo.
“Siamo uniti e coesi, Taranto è strategica. Le iniziative della società sono molto preoccupanti – ha spiegato Conte al termine della riunione a Palazzo Chigi – Abbiamo anticipato che le loro posizioni non sono giustificate e anzi, per chiarire e sgombrare il campo, e anzi per sgombrare il campo dalle ambiguità abbiamo detto che siamo disponibili a una nuova immunità penale“. Ma ha precisato: “Il tema non è questo. Il problema è industriale, ritengono che l’impianto produttivo, a questi livelli, non è sostenibile e non può mantenere i livelli occupazionali. Per noi non è accettabile lasciare 5mila famiglie senza un lavoroe un futuro. Siamo disponibili a lavorare e a tenere aperto un tavolo negoziale. Ma la riduzione dei livelli occupazionali o la riconsegna degli impianti sono inaccettabili”.

 

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