Felpe made in Italy ma prodotte in Cina: maxisequestro al porto di Brindisi

BRINDISI- Riportano tutte la bandiere italiana, ma quelle 5mila felpe, caricate su un tir proveniente da un porto greco, di italiano non hanno nulla: sono state prodotte in Cina e importate dalla Bulgaria da parte di un operatore commerciale romano, che le avrebbe rivendute sul mercato come merce nazionale. E’ finito tutto sotto sequestro.

E’ la nuova controffensiva alla falsificazione del Made in Italy, un’attività di controllo potenziata nel porto di Brindisi negli ultimi quattro mesi.

Nell’area doganale del Varco Costa Morena e degli altri punti di approdo delle navi, i finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Brindisi, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane, hanno scoperto l’ennesima truffa frontaliera “Made in China” sulla rotta Grecia – Italia. Tutti gli elementi che caratterizzavano la falsa provenienza erano rappresentati sulle felpe in modo tale da indurre il consumatore a ritenere – erroneamente – che il prodotto fosse genuinamente italiano.

Conseguentemente, il conducente del mezzo (K.C., cittadino di nazionalità greca, di anni 47), il rappresentante legale della società italiana importatrice (L.V., cittadina di nazionalità italiana, di anni 38), nonché quello della ditta mittente bulgara, sono stati denunciati a piede libero alla locale Procura della Repubblica per violazione dell’art. 4 comma 49 della L. 350/2003 (Tutela del Made in Italy) e 517 del c.p. (Vendita di prodotti industriali con segni mendaci).

 

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