Speciale “Un anno di Lecce” su TeleRama e Tele Salento

LECCE (di M.C.) – Un anno indimenticabile il 2018 da incorniciare, un anno in cui i colori giallo e rosso hanno coperto il grigiore delle ultime stagioni calcistiche della squadra leccese.

Il direttore sportivo del Lecce Mauro Meluso. Al suo fianco, il tecnico Rizzo

Il Lecce arriva al 2018 con le tasche piene di speranze dopo un avvio di campionato burrascoso, con le dimissioni di Rizzo alla 3^ giornata, immotivate, silenziose, da rispettare ma inconcepibili, e l’interregno del duo Maragliulo-Morello che dura una sola giornata, vittoria col Rende in casa, prima dell’arrivo di Fabio Liverani accolto in modo scettico da gran parte delle piazza ma capace di far ricredere tutti incominciando la cavalcata vincente e acquisendo il titolo di campione d’Inverno. Il 2017 si chiude con il pareggio ottenuto a Trapani contro una diretta contendente, termina con un gol per parte a Mancosu risponde Murano.

La prima gara del 2018 è la sfida con il Catania in casa, il match clou non solo della giornata ma probabilmente anche del campionato, termina 1a1 di fronte a 17mila spettatori con un super Di Piazza che con un eurogol risponde al rigore di Lodi e le distanze tra la capolista Lecce, al 17° risultato utile consecutivo, e la squadra etnea, resta invariata ed è di 4 punti.

Saraniuti esordio con gol

Il Lecce torna alla vittoria al “Lorenzon” di Rende grazie a Cosenza che segna al 69°, poi batte anche il Catanzaro per 3 a 1 con il gol del nuovo arrivato Saraniti che nel mercato di riparazione ha rinforzato la rosa insieme a Legittimo, Tabanelli e Selasi.

I salentini sembrano non fermarsi più e mettono ko anche il Bisceglie, fuori casa, per 1 a 2 con le reti di Torromino e di Saraniti.

Poi c’è un calo per la squadra di Liverani che pareggia a reti bianche contro la Sicula Leonzio e perde poi in casa con la Juve Stabia per 2 a 0; la settimana dopo però vince in trasferta con l’Akragas. Tra alti e bassi, tanti alti e pochi bassi, i giallorossi comandano il Girone C e ruggiscono settimana dopo settimana. Con il Matera e il Cosenza guadagnano 4 punti, uno contro i lucani e 3 sul difficile campo calabrese reso un acquitrino dalla pioggia ma Saraniti la mette nel sacco e fa volare il Lecce a 63 punti a 7 lunghezze dal Catania e in città si inizia a sognare il ritorno in B.

Nelle tre giornate successive la stanchezza fisica e mentale rischiano di mettere in serie difficoltà il progetto della società di Via Col. Costadura; al Via del Mare per la 31^ giornata arriva l’Andria e strappa un pareggio con Tiritiello e Taurino che annullano il doppio vantaggio siglato da Mancosu e Di Piazza. E come se non bastasse nel turno successivo il Lecce crolla rovinosamente a Caserta subendo il gol da Turchetta, calciatore proprio dato in prestito, ed i punti di vantaggio sul Trapani, che è secondo, diventano 4, la paura fa 90 e blocca i giallorossi che contro il Siracusa non riescono a vincere e pareggiano per 1 a 1 con il gol di Marino e l’autogol di Lepore e le dirette inseguitrici iniziano a mordere le caviglie, Trapani e Catania sono a due punti.

Mancano 5 giornate alla fine, una è di riposo per i giallorossi, è evidente che bisogna stringere i denti e cacciare fuori l’anima e gettarla via oltre l’ostacolo insieme al cuore per non vanificare tutto, la serie B è dietro l’angolo ma quell’angolo bisogna raggiungerlo. I calciatori si guardano negli occhi e decidono di concerto con l’allenatore e con la società di andare in ritiro: si va a Roma al Mancini Park Hotel, silenzio stampa, massima concentrazione e impegno massimo fino alla fine.

Arriva il difficile impegno al Granillo contro la Reggina e il Lecce torna a vincere, ci pensa Mancosu; poi si torna a casa contro il Fondi e termina 2 a 0 con i gol di Lepore e Di Piazza ed i punti di vantaggio sul Catania sono 4. La settimana dopo nel loro turno di riposo i salentini si mettono comodi in poltrona per il derby Catania – Trapani: termina con la vittoria dei granata che agganciano i catanesi a 67 punti e rimangono entrambe a 4 punti dal Lecce che ne ha 71.

Nelle restanti due giornate basta una vittoria contro Paganese o Monopoli; la B sembra in pugno ma la paura è tanta, però esce fuori il carattere, la voglia, la passione e il 29 aprile al Via del Mare arriva la Paganese, lo stadio è un catino giallorosso con 22mila spettatori, il Lecce spinge e vince grazie al gol di Armellino e finalmente è tempo per festeggiare. La storia ha una nuova pagina da girare, da archiviare, si torna in B, si torna nel calcio che conta dopo sei lunghi anni di inferno; nell’ultimo turno arriva la sconfitta a Monopoli per 4-1 ma è un Lecce diverso e con la testa già in vacanza.

L’ultimo campionato di C dei giallorossi termina con 74 punti, 4 in più del Catania secondo e 6 in più del Trapani terzo.

È la vittoria di un territorio intero; questa promozione è la vittoria di una società nata dal patto d’onore di un gruppo di amici diventati poi una grande famiglia.

Il Lecce è tornato in serie B espugnando il covo delle proprie paure più remote e regalando a tutti i tifosi, anche a chi non ci credeva, la gioia più grande.

È la vittoria di un territorio intero; questa promozione è la vittoria di una società nata dal patto d’onore di un gruppo di amici diventati poi una grande famiglia.

In SuperCoppa i salentini giocano solo per partecipare, ormai le batterie sono scariche, e perdono entrambi gli incontri con Livorno prima e Padova poi ed aspettano soltanto i titoli di coda e lo sciogliete le righe, prima di pensare già al prossimo torneo di serie B.

Dopo aver smaltito la sbornia la società giallorossa pianifica il futuro, obiettivo Serie A in tre anni, mette da parte i sentimentalismi e si rifà totalmente il look.

Arrivano nel Salento i portieri Vigorito e Milli e c’è il rientro di Bleve dal prestito, i difensori Calderoni, Fiamozzi, Lucioni, Meccariello, Venuti e Dumancic, poi ceduto in prestito alla Juve Stabia, i centrocampisti Haye, Petriccione, Scavone, i fantasisti Falco e Chiricò successivamente fuori rosa, gli attaccanti Pettinari, Palombi, La Mantia, e si aggiungono i riscatti di Riccardi, Dubickas e Megelaitis, e possiamo anche aggiungere Torromino che, infortunato, aveva rescisso sul finale di stagione per permettere a Pacilli di essere reintegrato in rosa.

Della formazione che ha vinto il campionato di serie C sono andati via Vicino, Perucchini, Chironi, Valeri, Ciancio, Legittimo, Gambardella, Selasi, Costa Ferreira, Persano, Caturano, Di Piazza, Saraniti e Pacilli.

Tutto nuovo il Lecce consegnato nella mani di Liverani. L’esordio ufficiale è al Via del Mare contro la Feralpi Salò in coppa Italia, il 7 agosto, e Palombi mette a segno il gol vincente che regala al Lecce la qualificazione e un biglietto per Genova, dove nel 2° turno c’è il Genoa: si gioca l’11 agosto ed è una gara traumatica, dopo appena due minuti Piątek, che si rivelerà uno dei migliori arrivi di tutta la serie A per la stagione in corso, si presenta agli amanti del calcio e mette a segno il primo di 4 gol che spingono fuori i salentini dalla Coppa, una gara senza storia, un Lecce impalpabile… ma è solo calcio d’agosto.

 

Lo striscione nei pressi della Villa Comunale di Lecce: “Chiricò togliti la maglia”

L’estate è abbastanza tribolata per la società di Via Col. Costadura, tiene banco il caso Chiricò, il calciatore inviso a gran parte dei tifosi subisce una contestazione dura a Martignano da parte degli Ultrà che ancor prima avevano testimoniato il loro dissenso con striscioni in città. E comunque è un’estate calda per tutto il calcio italiano e per la serie B in particolare che vive giorni difficili, incertezze, tra fallimenti ed esclusioni si decide di partire con 19 squadre e il calendario viene stilato con una giornata di riposo a turno.

Il sorteggio per il Lecce non è benevolo, si parte da Benevento, una delle squadre candidate alla vittoria finale del torneo di B. La formazione schierata da Liverani ha due soli titolari della scorsa stagione, Arrigoni a centrocampo e Mancosu sulla trequarti. Parte bene, gioca un calcio spregiudicato, mette in difficoltà il Benevento, annichilisce lo stadio “Vigorito” e si porta in triplo vantaggio con Mancosu, Falco e Fiamozzi, la gara sembra chiusa ma i padroni di casa riescono a raddrizzarla con i gol di Volta, di Ricci e grazie ad un rigore molto generoso realizzato da Coda nei minuti finali. Un punto d’oro, tanti rimpianti, e la consapevolezza che bisogna crescere e diventare più scaltri.

esultanza Lecce – Salernitana al gol di Mancosu (foto Pinto)

Nel secondo turno al Via del Mare arriva la Salernitana ma il Lecce la affronta in maniera spavalda e passa in vantaggio con Mancosu, si fa raggiungere da Bocalon, segna ancora con Falco ma poi Castiglia pareggia i conti ma in questa gara accade l’episodio che turba l’ambiente: Chiricò viene schierato per 13 minuti e parte la dura contestazione degli Ultrà contro la società, contro Meluso e il calciatore e nello stesso tempo il resto dello stadio fischia gli Ultrà. La situazione è delicata ma la società di Via Col. Costadura decide di spegnere ogni fuoco e mette fuori rosa il funambolo brindisino in attesa di cederlo.

Tutto torna alla normalità ma alla 3^ giornata arriva lo scivolone di Ascoli con un gol di Ardemagni viziato da un fallo su Meccariello.

Calma e sangue freddo però, nel turno successivo una doppietta di Palombi, intervallata dal pareggio di Di Mariano, mette KO il Venezia; l’attaccante di proprietà della Lazio è in splendida forma, si è ripreso dall’infortunio vola sulle ali dell’entusiasmo e anche a Livorno sigla una doppietta che significa tris insieme al gol di La Mantia ed è 3 a 0 al “Picchi” contro una diretta concorrente per la salvezza.

Fabio Liverani (foto Pinto)

La squadra di Liverani gioca un buon calcio, arioso, di palleggio, fatto di verticalizzazioni e ottime soluzioni offensive, un po’ di incertezze in fase difensiva, deve crescere ma col passare delle giornate inizia a fare paura.

Pareggia in casa col Cittadella, al gol di Mancosu risponde Strizzolo nei minuti finali ma poi va al “Bentegodi” di Verona e contro gli scaligeri è calcio spettacolo, calcio champagne, e i giallorossi vincono 0-2 espugnando il fortino gialloblù grazie ai gol di La Mantia e di Mancosu che è in forma strepitosa.

All’ottava giornata arriva uno schiaffo in pieno volto, in casa, ad opera del Palermo, squadra costruita per vincere il torneo, ma è un vero peccato però perché i giallorossi che avevano pareggiato con Tabanelli il gol di Nestorovski si vedono superare nel finale da una giocata di Puscas.

Sono sempre i minuti finali a determinare i guai maggiori per i ragazzi di Liverani che comunque continuano a stazionare nelle zone alte della classifica lontani dalla zona pericolosa.

Foggia-Lecce, foto Pinto

A Foggia il derby termina per 2 a 2 dopo il doppio vantaggio dei rossoneri con Deli e Tonucci annientato da Mancosu e La Mantia; e poi arriva il Crotone al Via del Mare e non c’è scampo per i calabresi che tornano a casa sconfitti da un autogol di Golemic.

All’undicesima giornata si va a Pescara ed un arbitraggio mediocre mette in ginocchio i giallorossi che finiscono la gara in 9 per le espulsioni di Calderoni e Meccariello, termina 4-2.

La squadra di Liverani raccoglie i cocci e si rimette in carreggiata pronta a stupire ancora e va a vincere a Cosenza per 3 a 2 con i gol di Venuti e Palombi pareggiati poi dalla doppietta di Tutino prima del gol decisivo del fuoriclasse Falco che mette il punto esclamativo sulla gara.

La squadra sembra non fermarsi più, macina gioco e avversari. Vince con la Cremonese con i gol di Falco e La Mantia e poi va a Carpi e nel giorno del 35° anniversario della scomparsa di Lorusso e Pezzella al 35° minuto arriva il gol decisivo di La Mantia, emozioni, cuore, batticuore, e lacrime di gioia. Poi arriva il pareggio interno a reti bianche con il Perugia e poi la rocambolesca sconfitta a Brescia per 2 a 1 viziata ancora una volta da errori arbitrali marchiani che faranno discutere, tra tutti la mancata espulsione di Tonali.

Il Lecce però ha carattere, sostanza, idee chiare e passa su tutto anche sugli errori arbitrali che iniziano a diventare tanti e continuano anche nell’ultima gara casalinga dell’anno contro il Padova, vinta per 3 a 2 ma con due rigori regalati alla squadra veneta; festeggia il Natale al secondo posto in classifica e riposa alla 18^ giornata.

Il 2018 si chiude con un pareggio all’Alberto Picco contro lo Spezia, si gira a 30 punti, la quota salvezza si aggira intorno ai 40, è proprio ad un passo e poi ci sarà da divertirsi.

Anno nuovo, nuove speranze e nuovi sogni.

Il Lecce comunque, nel calcio che conta, è una meravigliosa realtà.

N.B.: Lo speciale andrà in onda su TeleRama alle 19:50 e alle 23:55; 1 gennaio alle 9:30, 12:50 e 17:30; mercoledì 2 alle 12:20; su Tele Salento invece martedì 1 gennaio ore 12:00 e 18:30; mercoledì ore 14:30 20:30.

 

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