Persi i soldi per il nuovo ospedale del Sud Salento. Emiliano: “Non sono stati spesi al momento opportuno”

BARI – Si allontana il progetto di costruire un nuovo grande ospedale del Salento, tra Maglie e Melpignano. I fondi non ci sono più. Il quadro è stato tracciato dal governatore Michele Emiliano durante le audizioni in commissione Bilancio del Consiglio regionale.

Il motivo, secondo quanto riferito, è da addebitare alla passata amministrazione che non ha speso in tempo i fondi stanziati per il progetto. In salvo sono stati messi solo i soldi per il nuovo ospedale di Taranto, per quello Monopoli-Fasano e per quello di Andria, nella Bat.

Tutto perso? Per ora sì, sebbene il presidente abbia aggiunto che la struttura regionale stia “cercando di capire da dove trovarne altri”.

L’audizione era stata richiesta per conoscere il risparmio dato dal piano di riordino ospedaliero. La risposta data da Emiliano e dal direttore del dipartimento, Giacarlo Ruscitti, è che in realtà un risparmio per le casse della sanità non c’è stato. Il costo, infatti, resta sostanzialmente invariato. L’esempio è il Vito Fazzi: nel 2015 costava 209 milioni di euro, dopo le chiusure dei reparti delle strutture della provincia e il conseguente accorpamento degli stessi nel nosocomio cittadino, il costo è salito a 275milioni di euro, con un aumento dei posti letto da 632 a 748. Insomma, si risparmia dove si chiude per investire dove si accorpa.

In calo la mobilità passiva: il numero di pugliesi che sceglie altre regioni per curarsi è sceso del 10% ma anche in questo caso il costo sostenuto dalla Regione per i viaggi della speranza è aumentato di diverse decine di milioni di euro, sintomo che nelle altre regioni il prezzo delle singole cure è aumentato. Anche in questo caso, si tenterà di porre rimedio con accordi con regioni confinanti e rafforzando il Vito Fazzi – perché è dal Salento che si emigra di più – di servizi di alta complessità, maggiormente richiesti in ambito extraregionale.

L’ultimo passaggio, per le assunzioni: 1700 persone saranno immesse nella sanità entro due anni, se la riduzione della spesa farmaceutica continuerà a scendere.

Il bilancio della sanità va verso il pareggio, sempre che – come si presume – dal ministero arrivi il via libera su più fronti. Se non dovesse accadere, mancherebbero 70 milioni di euro all’appello. Ma questa ipotesi è remota.

La commissione è terminata con un acceso diverbio tra il capogruppo di Direzione Italia, Ignazio Zullo ed Emiliano. Per il consigliere fittiano il governatore non ha risposto alle domande poste – tesi sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle -, Emiliano, invece, ha ricordato la “giornata dello schiaffo” indetta da Dit, per rimarcare come i toni della polemica siano troppo accesi.

 

 

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