Tavolo Zes, le opinioni divergenti della politica sulle concessioni demaniali

LECCE  – In tema disegno di legge sul riordino delle concessioni demaniali marittime, uno degli argomenti sul tavolo Zes, la politica continua a confrontarsi con opinioni nettamente divergenti.

Uno degli obiettivi del tavolo è infatti quello di fare esprimere un primo parere alle varie forze politiche rappresentate alla Camera dei deputati, dove nelle scorse ore è iniziato l’iter verso la votazione del provvedimento che intende istituire le evidenze pubbliche degli stabilimenti balneari.

Per Paolo Pagliaro, dell’Ufficio di Presidenza di Forza ItaliaÈ veramente incredibile la fretta di approvare un provvedimento, una normativa, senza riuscirne a capire i danni che provocherebbe sull’intero sistema balneare. Diciamo, in modo forte e convinto, NO al Bolkestein che  mira a favorire la libera circolazione dei servizi in Europa, senza tener conto che la prospettiva reale è di mettere in concorrenza aziende italiane a conduzione familiare con grandi gruppi europei e con ricche multinazionali che potrebbero fare razzia delle concessioni. Qui, il Governo, rischia di metterebbe in ginocchio 30000 imprese balneari italiane -continua- settore basilare per l’economia della Puglia e del Salento che sono direttamente tirate in causa. L’approvazione potrebbe significare la scomparsa di migliaia di piccole e medie aziende italiane; non possiamo permetterlo“.

A fargli eco è il coordinatore provinciale di Movimento Regione Salento Gianluca Montinaro: “si tratta dell’ennnesima scelta scellerata volta a penalizzare il Salento e la sua economia -dice- invitiamo i rappresentanti del territorio salentino in Regione a farsi carico della questione“.

Ad esprimere il parere favorevole in rappresentanza del Partito democratico è intervenuto invece al tavolo Federico Massa: «Ritengo ingeneroso il parere del Comitato legislativo -ha detto il deputato- poiché siamo davanti a interessi pubblici rilevanti che meritano una disciplina organica, non con la scelta di un profilo a scapito dell’altro, ma piuttosto instaurando un equilibrio tra i vari interessi in gioco. Per la prima volta da quando è stato abrogato il rinnovo automatico per adeguarsi al diritto europeo -continua- c’è un disegno di legge che affronta la materia del demanio marittimo in maniera seria e concreta. Negli ultimi dieci anni, invece, abbiamo solo avuto una serie di interventi emergenziali che hanno rinviato il problema senza affrontarlo. Questa legge è in definitiva -conclude-un passo in avanti“.

 

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