Lecce, ascolta Surraco: “Mantenere la concentrazione. Crosso e segno”

LECCE (di Carmen Tommasi) – Da Montevideo con furore: fantasia, classe, talento, piedi buoni, giocate di lusso e tanta voglia di dimostrare di essere all’altezza della maglia del Lecce. Juan Ignacio Surraco è fatto così, sicuramente un lusso per la Lega Pro, ma il versatile giocatore -può essere utilizzato come ala destra, in più ruoli a centrocampo e come trequartista- sa bene che può dare ancora di più per la causa Lecce: ”Dopo l’infortunio al piede -spiega l’uruguaiano, 28 anni, 8 presenze stagionali e 1 gol in giallorosso- sto mettendo minuti nelle gambe: ho fatto uno spezzone di gara con il Catanzaro, poi sono partito titolare in Coppa Italia a Cosenza. Sto, quindi, tornando quasi in forma come prima. In avanti posso giocare in più ruoli e ciò che mi importa maggiormente è toccare più palloni possibili. Il 3-4-3? Se il mister mi farà giocare mi troverei bene e a mio agio sulla fascia. Con Asta ho giocato anche dietro le due punte e non è andata male, anche se non era un bel periodo per noi”.

ASSIST AL BACIO – L’ex Livorno è sicuramente molto abile e generoso nel far segnare i compagni di squadra: “Faccio più assist che gol sicuramente, ma mi piacerebbe segnare di più (sorride, ndr). In carriera sono sei il massimo di reti da me siglate. Comunque sono contento, perché prima della sconfitta di Catanzaro venivamo da un bel periodo e vedevo i compagni vogliosi di vincere. Quindi, non dobbiamo compiere l’errore di non chiudere le partite, perché altrimenti poi si rischia di perdere. Una volta che sblocchiamo una partita dobbiamo fare un altro gol per chiuderla, dobbiamo rimanere concentrati. Curiale? Per un attaccante non fare gol è sempre un problema, ma ci penserò io a farlo sbloccare…”.

GUERRIERO BRAGLIA – Il tecnico di Grosseto è sicuramente un allenatore di polso e di grande esperienza: “Mi alleno da una solo settimana con tutto il gruppo, ma è un allenatore che chiede poche cose, ma fatte bene. Un uomo simpatico, mi trovo molto bene, così come tutta la squadra. Ora col Cosenza bisogna vincere, almeno il nostro desiderio è quello. È una squadra abbordabile, anche se poi le partite hanno tutte delle loro storie”.

JUAN AMARCORD – Tralasciando per un momento il calcio giocato, l’uruguaiano si racconta e lo fa con una strana emozione: “Il ricordo più bello da quando sono in Italia? A Livorno mi sono trovato bene la prima volta che sono stato, ma anche a Torino. Ho giocato in città molto belle e sono stato bene. Di Costanzo a Messina è stato l’allenatore che mi ha spiegato più cose. Io facevo solo la fase offensiva, ero un giovane appena arrivato dall’Uruguay e con lui ho imparato tanto. Ho parenti italiani genovesi e io amo il mare. Genova è una città carina. Quando ho imparato a farmi i tatuaggi da solo? A dire il vero da un bel po’, ma fanno cag…: non so farli bene (sorride, ndr)”.

LA PREPARAZIONE – Nel frattempo, Moscardelli e compagni continuano a preparare, rigorosamente a porte chiuse, il match di domenica pomeriggio col Cosenza, in programma alle 15 al “Via del Mare”. Undicesima giornata di campionato e gara che sarà diretta da Paolini di Ascoli Piceno. Contro gli uomini di Giorgio Roselli, il tecnico Piero Braglia ritrova in mediana capitan Papini (che ha scontato domenica scorsa il turno di stop per squalifica) e con il recupero di Stefano Salvi, dovrebbe avere tutta la rosa a disposizione. Dal 4-4-2 delle ultime due uscite si potrebbe passare al 3-4-3: staremo a vedere.

 

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