8 marzo, nel nome della donna

8 marzo,festa si festa no,l'opinione pubblica nel giorno dedicato alla donna si divide.Alcuni la trovano inutile,altri invece trovano giusto dedicare una giornata al cosiddetto sesso debole

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LECCE- Cosa dire sull’8 marzo senza cadere nell’ovvio e nel banale? Come affrontare le celebrazioni previste per questa giornata dedicata alle donne, tra serio, faceto e commerciale? Le opinioni di dividono: festa sì, festa no. C’è chi trova inutile festeggiare, ricordando piuttosto da dove è partito tutto, cioè dalla protesta di alcune operaie americane, morte in un incendio divampato nell’azienda dove stavano scioperando per rivendicare condizioni di lavoro più dignitose.
Era l’8 marzo 1908. Due anni più tardi fu istituita ufficialmente la Festa della Donna. Fu, insomma, una tragedia collettiva a fare luce sulla realtà femminile e sulle conquiste sociali, oltre che politiche, ottenute dalle donne non senza sacrificio e difficoltà.

Da allora sono stati compiuti passi da gigante, ma per molti c’è ancora molto da fare. Il presidente Napolitano, a tal proposito, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “il sessismo è un virus da estirpare” ma si è soffermato soprattutto sulla violenza subita dalle donne.

Troppo spesso, la cronaca ci offre pagine nere. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è quello di una giovane donna di Carovigno, finita in ospedale dopo essere stata picchiata selvaggiamente dal marito. Se per qualcuno l’8 marzo è una ricorrenza sempre attuale, per altri è solo un pretesto per fare cassa. Il profilo commerciale è, come dire, sempre in agguato.

E mentre agli angoli delle strade non mancano i soliti banchetti con le solite mimose, fiore simbolo di questa giornata, c’ è chi si addentra in disquisizioni etico-morali riportando alla luce un clichè forse mai del tutto tramontato: quello della donna oggetto.

Certo, non tutte sono così. Donne in carriera ce ne sono, eccome. Magari non tutte con un ruolo dirigenziale, soprattutto nel Salento, ma proiettate comunque verso traguardi sempre più importanti. Qualche preconcetto forse esiste ancora, così come esistono ancora Paesi in cui essere donna è solo uno svantaggio. Per fortuna non il nostro.