Megaeolico, il Tar riapre la partita per 18 pale

18 pale eoliche potrebbero essere installate presto nel comune di Brindisi. Il Tar di Lecce ha infatti accolto il ricorso di una società, ritenendo che è ancora valida la loro esclusione di assoggettabilità a Via

impianto eolico

BRINDISI- La partita dell’eolico torna a riaprirsi, con un megaprogetto da 49,5 Mw e 18 pale nel comune di Brindisi. A girare le carte in tavola è il Tar di Lecce, con la sentenza con cui accoglie il ricorso della Puglia Wind Energy Srl contro la Regione. Per quelle torri del vento, inizialmente escluse da Valutazione di impatto ambientale, via Capruzzi ha infatti cambiato idea, negando l’istanza di proroga di esclusione di assoggettabilità a Via. Insomma, l’iter sarebbe stato tutto da rifare, e questo in applicazione delle linee guida nazionali che, nel 2010, hanno ristretto le maglie anche rispetto alla normativa regionale.

Questa tagliola, però, secondo i giudici amministrativi, non poteva applicarsi, in quanto la centrale eolica aveva già incassato tutti i pareri ed era in una botte di ferro.

Alla luce delle nuove norme e dei vincoli subentrati, il quadro, poi, è sì mutato, ma è rimasto identico almeno per sei su 18 torri eoliche, motivo per cui la società ha chiesto di fare salve da una nuova valutazione di impatto ambientale almeno queste ultime. Da Bari è stato risposto picche, dovendo considerare il progetto non scindibile ma un unicum. “Conclusione non condivisibile”, per il Tar: “Gli aerogeneratori possono essere considerati anche singolarmente”.

Dunque, il mega progetto del vento è tuttora vivo, ma per una partita che si apre ce n’è un’altra che si chiude. È quella di un altro impianto, sempre nel comune di Brindisi, stavolta della Apulia Eolica srl. I cavidotti, in questo caso, avrebbero dovuto attraversare addirittura la riserva naturale del “Bosco di Santa Teresa e Lucci”. Per il Tar, però, non c’è nulla da fare: vale l’atto con cui la Regione ha detto no, che lì quella centrale non si può realizzare.