Ciao 2013…tra 1° maggio, Ilva, vertenze e voglia di riscatto!

Giorni di bilanci e resoconti. Anche taranto tira le somme per il 2013. un anno volato tra tensioni occupazionali, caso Ilva e arresti clamorosi. Nuove speranze per il futuro dalla città dei due mari

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TARANTO- Eh si, un altro anno che se ne va. E questi sono i giorni dei bilanci, delle riflessioni su cosa è più o meno cambiato. Punti di vista diversi su miglioramenti o meno in città. Certo è che il 2013 non se ne va senza aver lasciato il segno. Gennaio è stato il mese di 3 udienze Scazzi tra i dubbi sull’ipotesi dello strangolamento di Sara, il no dei magistrati al sopralluogo nel garage più noto di Italia e l’interrogatorio dell’amica del cuore di Sabrina Liala Nigro.

Sempre a gennaio, LegamnJonici ha iniziato a stuzzicare, diciamo cosi, la curiosità degli alti funzionari di Bruxelles in  Commissione Europea sui temi dell inquinamento, ottenendo 8 mesi dopo l’avvio di una procedura contro l’Italia per l’Ilva di Taranto. A febbraio, il 5, lo ricordate? Nelle acque di mar Piccolo sono finite 81mila tonnellate di carbone destinato all’ Ilva per un incidente alla nave Kambanos Valletta. Ma febbraio è stato anche il mese del lutto con la morte bianca di Ciro Moccia, il 3° operaio Ilva deceduto in pochi mesi dopo Claudio Marsella e Francesco Zaccaria.

Sono arrivati poi i riti della settimana Santa, quest’anno tanto partecipati quanto chiacchierati per lo slittamento delle aste a dispetto della tradizione, come voluto dal vescovo Santoro. E siamo ad aprile! Il 7 Taranto diventa “Taranto libera” con migliaia di persone scese in piazza per una nuova massiccia manifestazione ambientalista. La città sembra svegliarsi e lo dimostra con 40 mila persone al controconcertone del primo maggio.

E maggio è stato anche il mese degli arresti per l’ex presidente della provincia Gianni Florido e dell’ ex assessore all’ambiente Michele Conserva; delle elezioni comunali con l’arrivo di nuovi sindaci per la provincia e dell’omicidio di Antonio Santagato, ex boss del clan Modeo. Giugno ha visto invece l’arresto del brindisino Vincenzo Petronelli per un assalto violento ad un portavalori; è stato sgominato poi il clan Taurino con 39 arresti per droga. E sempre a giugno, Taranto si è candidata Capitale della Cultura. Un sogno, certo non a lieto fine, con l’esclusione dal concorso a novembre.

Luglio lo ricordiamo per lo scandalo sorto dopo le dichiarazioni del commissario Ilva Bondi: “E’ il fumo di sigaretta – aveva detto – a provocare il cancro a Taranto”. E da agosto fino a tutto l’autunno inoltrato, l’ attenzione si è concentrata sul lavoro, tra le vertenze Vestas, Marcegaglia, Natuzzi, Dussman e non solo. A settembre l’operaio Ilva Marco Zanframundo viene licenziato per le proteste e le tute blu salgono sui tetti della fabbrica.

Il 25 settembre Statte viene macchiata dal sangue con il femminicidio della 20enne Ilaria Pagliarulo per mano, pare, del suo ex. Il 26 il campione calcistico Gianni Rivera visita i detenuti nel carcere di Taranto. Indimenticabile ottobre, per l’alluvione di Ginosa con 4 vitime. E per l’ arrivo in città delle reliquie di San Giovanni Bosco, in itineranza mondiale. Anche ad ottobre non è mancato il sangue con l’omicidio a Pulsano di Martino Marangi. 30 ottobre: è di 53 il numero degli indagati per l’inchiesta Ambiente Svenduto. E proprio del caso Ilva si discuterà a novembre nel convegno voluto dal vescovo Santoro con i ministri Orlando e Lorencin. Lo stesso mese in cui sarà pubblicata l’intercettazione dello scandalo di Vedola e Archinaà.

Siamo infine a dicembre: niente Natale a casa per i marò; c’è il dissequestro e la restituzione di oltre 8 miliardi dei Riva; e l’interrogatorio di Vendola. Insomma, temi costanti lavoro e ambiente. E tanta tanta voglia, per la città dei due Mari, di riscatto.