Caso Tap, bagarre alla Camera: scontro sul territorio

Continua la bagarre sul caso Rap. In parlamento i grillini occupano i banchi del governo, nel Salento fanno discutere le dichiarazioni del manager che fa un passo indietro e alleggerisce le sue posizioni

SAN FOCA- E‘ stata bagarre anche alla Camera dei Deputati, la seduta è stata sospesa in aula prima dell’approvazione del trattato che sancisce la realizzazione del gasdotto Tap . Un gruppo di deputati del movimento cinque stelle ha occupato i banchi del governo, e si è duramente opposto all’inversione dell’ordine del giorno determinato dall’accantonamento delle mozioni sulla dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali per passare alla ratifica del Tap.

Intanto hanno acceso una pericolosa miccia le affermazioni del country manager di Tap nell’incontro delle scorse ore con gli attivisti del comitato no tap secondo il quale “l’allora sindaco vedeva tap come un’opportunità a differenza dell’attuale sindaco”. Anzi, a sponsorizzare l’attracco a san foca non fu solo l’allora sindaco ed ex consigliere provinciale e regionale Vittorio Potì: era il 15 dicembre 2010, il gasdotto sembrava arenato sulla costa di brindisi, quando una telefonata dell’allora presidente della commissione ambiente della provincia di Lecce, Francesco Bruni, oggi senatore di Forza Italia, garantì il consenso allo spostamento a san foca. E della questione fu informata – ed espresse assenso – anche l’assessore all’urbanistica della regione Puglia.

A parte, Giampaolo Russo specificherà di aver parlato anche con l’ex vicepresidente della regione Puglia, oggi assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone, che avrebbe anche consigliato il tipo di compensazioni ambientali da promettere al comune di Melendugno, ad esempio un progetto di recupero della Grotta della poesia. Faccio prima a dirvi con chi NON ho parlato – ironizza Russo, nel tragitto verso l’area che ospiterà il terminale di ricezione.

Le dichiarazioni di Russo hanno innescato le reazioni dei politici chiamati in causa ma anche dei familiari di Vittorio Potì che ” sdegnosamente respingono il tentativo maldestro e disperato di chiamare in causa, per interposte persone, il loro congiunto. La sconcertante iniziativa messa artatamente in atto intenderebbe sminuire l’azione popolare di contrasto alla scellerata scelta proposta per l’approdo del gasdotto. L’invito è quello ad “astenersi da false affermazioni” in quanto sono fermamente intenzionati a difendere l’onore e la memoria del loro familiare, stimatissimo amministratore pubblico unanimemente riconosciuto e conclamato, adendo, ove occorra, le vie legali a loro disposizione.

E sulla questione è intervenuto anche il segretario regionale del pd Sergio Blasi per il quale “Tap non è più credibile nel suo rapporto con il territorio. La Regione ha l’opportunità di proporre l’approdo a Cerano per facilitare la riconversione della centrale a carbone Federico II”

Le dichiarazioni del country manager di Tap in merito alla scelta di San Foca come approdo del gasdotto sono uno scivolone che rivela la faciloneria e l’improvvisazione con la quale l’azienda sta gestendo il rapporto con il territorio. Citare scambi telefonici con persone rispettabili che non ci sono più, o tentare di dividere il fronte del no “riflessivo” che la Regione Puglia rappresenta, sono azioni da respingere, anche con sdegno”.

Il consigliere regionale di sel Antonio Galati scrive: “Prendiamo atto delle dichiarazioni della vicepresidente Barbanente e dell’assessore Capone, che smentiscono le parole di Giampaolo Russo: ad Angela e Loredana non possiamo non credere”.

“Dobbiamo uscire dagli equivoci e dal sommerso – dichiara Mario Pendinelli – le comunità salentine, l’ambiente, la salute dei cittadini devono essere tutelati e difesi senza se e senza ma anche da Palazzo dei Celestini. Le parole del manager Russo si commentano da sole. Si spiega quello che da mesi abbiamo detto a chiare lettere: l’Amministrazione Provinciale fa finta di interessarsi, ma cerca di prendere tempo e defilarsi.

E da Tap giungono precisazioni sulla cronologia dello studio per l’approdo del gasdotto a san foca Come più volte dichiarato da TAP durante occasioni pubbliche, la società aveva già rappresentato alle istituzioni locali e regionali la valutazione dell’approdo di San Foca nell’ambito di un rapporto di informazione trasparente e di dialogo. TAP precisa inoltre che aveva già iniziato a valutare tecnicamente l’ipotesi di San Foca nell’autunno 2010 e che la disponibilità di Melendugno a ospitare il gasdotto fece seguito agli studi di fattibilità preliminari già effettuati dall’azienda.

TAP ricorda inoltre che per preparare la documentazione di valutazione di impatto ambientale presentata nel marzo 2012, la società aveva iniziato nel febbraio 2011 incontri interlocutori di valutazione dell’approdo a San Foca con i rappresentanti delle amministrazioni di Melendugno, San Donato di Lecce, Lequile, Cavallino, Lizzanello, Castrì di Lecce. Tali incontri, con l’obiettivo di presentare in modo approfondito il progetto del gasdotto e raccogliere le osservazioni delle amministrazioni interessate, erano volti a impostare un dialogo con il territorio e cercare una cooperazione per sviluppare il progetto.

Proprio in virtù della scelta tecnica che ha condotto TAP a valutare l’approdo di San Foca come il più idoneo da un punto di vista di impatto ambientale, la società non può che condividere quanto ribadito dalla Regione circa il rigore nell’analisi tecnica anche nel confronto delle ipotesi alternative”.