Francavilla 2014, la crisi di Governo “congela” le primarie

Amministrative 2014, la crisi del governo mette a rischio le primarie del centrodestra francavillese. Se cadesse il governo, al voto a novembre. E i tempi sarebbero troppo stretti

leone

FRANCAVILLA- Due mesi per ufficializzarle e, chissà, forse pochi giorni per annullarle. La crisi del governo aperta dal Pdl con le dimissioni dei suoi 5 ministri, le manovre dei falchi, le dichiarazioni delle colombe e gli umori che arrivano da Roma e dalle agenzie nazionali, spaventano i candidati alle primarie del centrodestra francavillese, chissà, forse in lizza per una competizione che rischia di saltare insieme a Letta a causa di un’accelerazione e lo stravolgimento di un cronoprogramma che in molti avevano stilato da tempo. Se Berlusconi e i suoi “falchi” avessero la meglio, con elezioni anticipate già a novembre, anche a livello cittadino ci sarebbero delle ripercussioni. Francavilla è commissariata dallo scorso Aprile. E il viceprefetto Maria Rita Iaculli potrebbe non arrivare alla primavera. Perché se si vota per le politiche, si vota anche a Francavilla. Pensateci. Nelle intenzioni di Berlusconi (ma non solo), la data utile per le elezioni è quella del 24 novembre. Mentre le primarie del centrodestra sono state indette per il 17 novembre. Solo 7 giorni prima dell’eventuale voto.

Troppo pochi, secondo noi, per garantire un’adeguata campagna elettorale al vincitore della competizione. Piuttosto, si rischierebbe di creare confusione tra gli elettori. Se oltre al centrodestra le primarie fossero ufficialmente indette anche dal centrosinistra, in pole per il Pd c’è il solito Maurizio Bruno, i francavillesi si ritroverebbero, ad una settimana dal voto, con oltre 10 candidati sindaco, considerando anche le liste non collegate alle due principali coalizioni.

Fantapolitica? Forse sì, forse no. Curioso come, però, il destino di Giacomo Leone, Mimmo Bugaro, Antonio Sgura e Romeo Lippolis, candidati alle primarie del centrodestra, sia legato a doppio filo a quello del premier del Pd Enrico Letta.

Se cade Letta il rischio è che cadano anche loro. Se Letta resiste, restano in pista anche loro. Questa la speculazione giornalistica.

Non la pensa così il coordinatore provinciale del Pdl Luigi Vitali. “Anche se si votasse il 24 novembre, ritengo ci sia tutto il tempo per svolgere le primarie”.

Ma intanto, i riflettori, così come le speranze, restano puntate su Roma e sul parlamento, chiamato mercoledì a votare la fiducia.