Attentato Zizza, si indaga sulle ‘lucciole’

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BRINDISI  –  Dalle lucciole per strada, all’attentato incendiario: nel mezzo, l’allarme lanciato più volta anche da TeleRama sulla presenza delle squillo in provincia di Brindisi, un’ordinanza ‘anti prostituzione’ emanata dal Comune di Carovigno e la ragionevole certezza che, dietro a quelle donne in abiti succinti ci sia una vera e propria organizzazione criminale, dedita ad affari illeciti ben più nascosti, meno appariscenti, ma non meno pericolosi.

Questa volta, partiamo a ritroso. Notte del 25 maggio, Torre S.Sabina, alla vigilia del voto per le amministrative. La casa al mare del candidato consigliere Vittorio Zizza, sindaco uscente e neo senatore, conosce la violenza di fiamme scaturiti dall’opera di ignoti attentatori.

Il giorno prima, questa la curiosità, un’ordinanza sindacale appare sull’albo pretorio del Comune. L’oggetto, “Contrasto alla prostituzione su strada e tutela della sicurezza urbana”, lascia poco spazio a dubbi circa il contenuto del provvedimento.

E ora, più di qualcuno, tra gli investigatori della procura e della DIGOS, pensa possa esserci un collegamento’ causa-effetto’.

Perchè a Carovigno, meglio nel suo agro extraurbano, di lucciole ce ne sono a iosa. Giovani donne nigeriane vengono costantemente avvistate nei pressi di Torre Guaceto come lungo la provinciale che collega la ‘città della Nzegna’ a Torre S.Sabina. Un fenomeno non circoscritto data la presenza di prostitute lungo la statale 7 che collega Brindisi e Taranto, con alcove nascoste persino nei pressi della Cittadella della Ricerca.

Zizza, al pari di altri sindaci della provincia, ha cercato con quel provvedimento di mettere un freno ad un fenomeno di cui si parla poco. Troppo poco rispetto alla rilevanza e alle ricadute sul territorio. Dietro al sesso a pagamento, la criminalità organizzata, anche nel brindisino, ha costruito una sorta di fabbrica attira soldi. Soldi poi utilizzati per l’acquisto e l’approvvigionamento della droga. Insomma, tanti interessi. E se qualcuno prova a contrastare questi interessi, ecco che magari lo si mette sull’attenti. Questa, una delle ipotesi che fuoriesce, peraltro, dal terreno bruciato di una campagna elettorale dura, accesa, ma probabilmente usata, in questa occasione, come specchietto per le allodole.

Resta, a margine, il dramma delle ‘Veneri nere’, arrivate in Italia con l’inganno, schiavizzate dai protettori, vittime di leggi assurde e anacronistiche. Ma anche di un argomento scomodo, su cui nessun parlamentare del territorio sembra voler proferire parola.