Conti in rosso nell’Ospedale ‘Panìco’, spunta il piano di salvataggio

ospedale tricase

TRICASE (LE)    –   La Regione Puglia lavora ad un piano di salvataggio per il ‘Panìco’ di Tricase. Un piano che prevederebbe un’iniezione di liquidità subito, per dare ossigeno alla struttura, alle prese con una voragine economica da 38 milioni di euro.

In realtà non debiti, ma crediti vantati nei confronti della stessa regione, per prestazioni già effettuate ma per le quali Bari non ha ancora erogato il corrispettivo.

L’Assessore regionale alla sanità, Elena Gentile, era stata chiara: “Non possiamo ripianare alcun debito degli altri”. Ma qui si tratta non di metterci una toppa ma di riconoscere il lavoro effettivamente svolto. Per farlo, si deve metter mano al portafogli, attraverso anticipazioni di cassa, che l’Ospedale potrebbe restituire negli anni tramite prestazioni gratuite. Una sorta, dunque, di ammortamento nel tempo. L’altra ipotesi è l’aumento del massimale dei ricoveri. Anche perchè, al ‘Panìco’, ogni anno, ne vengono effettuati di più rispetto a quanti ne sono accordati dalla regione.

E questo per ovvie ragioni, visto che l’ente ecclesiastico è l’ìunica stuttura sanitaria rimasta in piedi, per scelta della stessa Regione, nel Capo di Leuca, dove si è proceduto alla contestuale riconversione degli Ospedali di Poggiardo e Gagliano del Capo.

Si corre ai ripari, dunque. L’allarme che arriva da tricase d’altronde è forte. Il rischio è la chiusura di reparti e lo smantellamento di buona parte dei 400 posti-letto.

All’appello mancano 38 milioni di euro. 8 milioni di euro sono stati maturati per prestazioni effettuate nel 2008, i restanti 30 milioni di euro coprono, invece, il periodo che va dal 2009 al 2011. I primi sono già stati riconosciuti dal Consiglio di Stato, che dovrà procedere ora alla quantificazione di dettaglio. Dopo il conteggio, la Regione sarebbe pronta a erogare subito il dovuto. Per gli altri 30 milioni, invece, la battaglia è ancora aperta. Un braccio di ferro in piena regola dopo che, pochi giorni fa, sempre il Consiglio di Stato ha stabilito che le Regioni possono scegliere a loro discrezione, se ripianare o meno eventuali debiti fuori bilancio per le prestazioni erogate dalle strutture ecclesiastiche.

Una sentenza, emessa per il ‘Miulli’ di Acquaviva delle Fonti, che preannucnia la bufera anche per Tricase.