Arso vivo dall’amante, domani Buongiorno davanti al GIP

Dora Buongiorno

BRINDISI  –  Nessuna parola, neanche sussurrata. E neppure, alcuna novità dopo il fermo di Dora Buongiorno, la 43enne di Carovigno, indagata dalla Procura di Brindisi per l’omicidio del compagno Damiano De Fazio, il 51enne brindisino ridotto a torcia umana la notte di S.Stefano.

Dopo essersi avvalsa della facoltà di non rispondere, la signora Buongiorno, anche madre di uno dei 6 figli dell’agricoltore ucciso e rinchiusa nella Sezione femminile del Carcere di Lecce, sarà interrogata nella mattinata di venerdì dal Giudice delle Indagini Preliminari Giuseppe Licci.

L’interrogatorio di garanzia potrebbe segnare una svolta sulle indagini su cui, al momento, c’è il massimo riserbo. Non è chiaro, infatti, qual è il reato specifico contestato alla donna, nè se la stessa abbia agito in concorso con altre persone.

Al momento Dora Buongiorno risulta, comunque, essere l’unica indagata. Speculazioni anche sul movente, rafforzate dalla parole pronunciate nella breve conferenza stampa indetta dal Questore Giuseppe Cucchiara. La gelosia, ipotesi più suffragata nel giorni successivi ai fatti, è stata sostituita con la vendetta.

Figlia di una situazione famigliare complessa, basato su un rapporto uomo – donna di origine arcaica. E così, il maschicidio, potrebbe essere stato l’atto finale di un lungo periodo, forse tre lustri, caratterizzato dalla violenza.

Violenza su una donna che poi, questa la pista battuta dagli inquirenti, avrebbe deciso di farsi giustizia da sola. Nel modo più efferato possibile.