Da lunedì ferie forzate per 500 operai Ilva

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 TARANTO – Da lunedì prossimo, l’Ilva metterà in ferie forzate i lavoratori del reparto Produzione Lamiere 2 ai quali si aggiungeranno da mercoledì quelli del Tubificio 2. Si tratta dei reparti del siderurgico per i quali nei giorni scorsi è stata chiesta la cassa integrazione ordinaria per crisi di mercato e mancanza di ordini di lavoro. 

Incontrando  i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm, l’Ilva ha infatti ribadito la necessità di non avere personale al lavoro essendo gli impianti fermi, ma poichè con i sindacati non c’è ancora accordo sul ricorso alla cassa, ha comunque deciso di utilizzare temporaneamente le ferie.

Poco più di 500 i lavoratori interessati tra Produzione lamiere 2 e Tubificio 2, dei quali solo un centinaio non avrebbero ferie a disposizione da smaltire.

Per questi ultimi Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto che l’Ilva li tenga comunque in fabbrica utilizzandoli in altre attività. Per riaffrontare il discorso della cassa integrazione e chiuderlo eventualmente con un accordo, le parti si sono riaggiornate a martedì. L’Ilva ha chiesto la cassa per 2.000 unità complessive dell’area a freddo e i 500 che escono dalla prossima settimana dal ciclo produttivo costituirebbero la prima tranche.

Successivamente toccherebbe agli altri lavoratori. Treni nastri, laminatoio, treno lamiere, tubifici sono gli impianti che dovranno fermarsi per crisi di mercato. Si tratta di impianti dell’area a freddo, non sottoposta a sequestro dall’Autorità Giudiziaria.

Poi i sindacati hanno commentato l’ultima lettera del Presidente Ilva, Bruno Ferrante alla Procura in cui prospetta la fermata dello stabilimento fra un mese per esaurimento delle materie prime.

 “Noi faremo una verifica della situazione prospettaci dall’Ilva ma è chiaro – commenta Cosimo Panarelli, Segretario della Fim Cisl di Taranto – che rischia di aprirsi uno scenario molto preoccupante. Avremmo a metà dicembre fermo tutto lo stabilimento, perchè non ci sono più materie prime”.