I concorsi in Ateneo sotto la lente della Procura

Ateneo - Lecce

LECCEConcorsi ed assunzioni, forse effettuati con spericolati slalom rispetto alle norme in materia. Sarebbe questo il filone più consistente sul quale sta indagando il Pm Paola Guglielmi nei vari fascicoli aperti sul fronte Università del Salento nella Procura di Lecce.

Un fascicolo corposo, dei 5 in essere, riguarda proprio il capitolo assunzioni e concorsi, e cercherebbe di far luce e di valutare eventuali reati su due procedure in particolare.

Da un lato 2 bandi pubblicati ai primi di luglio per 4 posti di ‘EP’, cioè elevata professionalità, come dire dirigenti dell’Ateneo salentino. Quanto quei posti erano davvero necessari nella pianta organica dell’Ateneo? Gli esposti presentati in Procura sottolineano che non ci sarebbe stata una verifica dei fabbisogni di personale dell’Università del Salento.

Ma attenzione: inoltre, non sarebbero state tenute in conto le richieste di mobilità volontaria, utili per coprire quei posti. In pratica, invece, che emettere un bando di concorso per assumere nuovo personale, l’Università avrebbe potuto far ricorso a dirigenti in servizio presso altre Università o altre Pubbliche Amministrazioni.

Ma ci sarebbe un altro iter, ancora più singolare per un’assunzione e che, quindi, sarebbe sotto la lente della Procura dopo esser stato segnalato da diversi esposti (non solo quelli delle organizzazioni sindacali) che adesso sono tutti confluiti in un unico fascicolo, sempre sulla scrivania della Pm Paola Guglielmi.

Si tratta di un’assunzione, deliberata dal Consiglio d’Amministrazione dell’Università e che sarebbe avvenuta tramite uno scorrimento di graduatoria: cioè, l’Amministrazione universitaria emette un bando di concorso per un posto specifico. Si presentano in diversi concorrenti, uno vince e viene assunto per quel posto specifico.

Ma la stessa graduatoria viene utilizzata tramite lo scorrimento per altre assunzioni, cioè in questo caso si assume il 2° classificato del concorso per Coordinatore del Centro disabili dell’Ateneo e lo si destina alla Facoltà di Ingegneria e in particolare al Polo decentrato di Brindisi.

Una procedura che la legge consente, ma per la quale prescrive l’autorizzazione del Ministero della Pubblica Amministrazione e in genere chiede anche che vengano utilizzate le graduatorie più antiche.

E inoltre i dubbi sollevati finora, riguardano il fatto che sia stato destinato a un Polo universitario con una popolazione studentesca, piuttosto, ridotta una figura così specialistica, invece che un’unità di personale più generica.

Tutti dubbi e punti delle procedure avviate da Emilio Miccolis, il Direttore generale ormai dimessosi dal vertice amministrativo dell’Università del Salento, per le conversazioni registrate dai sindacalisti e poi pubblicate da giornali e tv.