Sospeso il Preside della Morvillo Falcone

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BRINDISI – Mancano meno di dieci giorni agli esami di maturità, e i docenti sono alle prese con gli scrutini, il Morvillo Falcone cerca di ritornare alla normalità. Ma a guidare l’istituto professionale non sarà più  Angelo Rampino, il preside è stato sospeso dal suo incarico, un provvedimento cautelativo spiegano dall’Ufficio scolastico regionale. Perchè a suo carico è aperto un procedimento amministrativo per il contenuto di alcune sue interviste rilasciate giorni dopo l’attentato. Questa la versione ufficiale, ma in realtà, dopo la strage de 19 maggio il preside è molto turbato per alcune illazioni fatte sul suo conto. Ad un certo punto tra le piste emerse anche quella di una vendetta personale nei suoi confronti poi smentita strada facendo. Rampino sarebbe dovuto rientrare dalla ferie oggi, ma così non è stato.

Ed intanto Giovanni Vantaggiato, reo confesso della strage alla Morvillo Falcone, ha trascorso un altro giorno in carcere. Di lui la famiglia di Melissa non vuol sentir parlare. “Lui non deve neppure nominarla – hanno detto papà Massimo e mamma Rita – Per lui nessun perdono”. Non ci credono i genitori di Melissa al suo pentimento, pensano che  è solo strategia. E poi nulla farà tornare più loro figlia. Mentre si ipotizza il trasferimento di Veronica Capodieci, una delle cinque ragazze rimaste ferite, in un centro specializzato negli Stati Uniti, la giovane è ora ricoverata all’ospedale di Pisa.

In merito alle indagini si cerca di ricostruire la vita privata e gli affari economici di Vantaggiato, lui che continua a dire che alla base del suo gesto c’è il suo malessere con il mondo, con chi fa le leggi che non tutela i cittadini. Ha scelto il Morvillo Falcone ‘perchè si arrivava subito’. Su presunti complici resta il punto interrogativo. A conferma che sia stato proprio lui a costruire l’ordigno il ritrovamento nel suo deposito di carburante della valvola di una delle tre  bombole che lui ha aperto per riempirla di polvere pirica e poi delle pile, le stesse della stessa marca, ritrovate  sul posto dell’attentato con le quali è stato costruito l’innesco.

di Lucia Portolano