Truffa in provincia di Taranto. L’inchiesta si allarga.

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TARANTO – Sembra destinata ad allargarsi l’inchiesta che ha permesso di scoprire la maxi truffa alla Provincia di Taranto che ha fatto finire nei guai Giuseppe Capuzzimati,  ex funzionario dell’ente

Arrestato lo scorso 9 maggio, è accusato di aver intascato 672mila euro, parte dei fondi destinati al settore Agricoltura e attivita’ produttive. In maniera anche piuttosto grossolana, Capuzzimati inseriva indebitamente il nome della moglie negli elenchi degli aventi diritti ai rimborsi. Tra questi, anche alcuni soldi destinati alla messa in sicurezza delle zone colpite dall’alluvione del 2 marzo 2001 a Ginosa. Si aprono dunque altre strade nell’inchiesta, coordinata dal Sostituto procuratore Maurizio Carbone e delegata alla Guardia di finanza di Taranto.

Sarebbero, infatti, almeno altre due le persone su cui è ricaduta l’attenzione degli investigatori.  Accertamenti sono in corso su chi avrebbe dovuto supervisionare l’attività di Capuzzimati: non solo il dirigente preposto, ma anche il dirigente della ragioneria dell’ente.

I finanzieri intanto hanno eseguito un sequestro per equivalente dei beni dell’ex funzionario, ma è stata recuperata soltanto una piccola parte di quei 700mila euro frodati. Capuzzimati, ascoltato dai magistrati, aveva ammesso le sue responsabilità, scagionando moglie e colleghi. Ciò nonostante il Gip Martino Rosati aveva respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dal suo difensore. La sua versione non ha ancora chiarito, infatti, alcuni dubbi degli investigatori. È caccia quindi ai possibili complici dell’ex funzionario.