Cronaca

L’indagato è cieco, non può leggere gli atti. Il legale: “anticostituzionale”

LECCE- L’indagato è cieco al 100% e questo gli impedisce di comprendere il contenuto degli avvisi notificati: non sono tradotti in Braille, né gli è stato fornito il supporto di qualcuno che potesse leggerglieli. Una discriminazione palese in ragione delle condizioni fisiche che, secondo il legale dell’uomo, viola la Costituzione. Per questo l’avvocato Silvio Verri ha sollevato nei giorni scorsi un’eccezione di nullità degli atti davanti al giudice Giulia Proto, chiamata a decidere sul destino processuale dei 21 indagati per la presunta truffa scoperta dalla guardia di finanza con i fondi dell’ Istituto per Ciechi di Lecce. Atti incomprensibili per l’indagato, tra l’altro vicepresidente dell’Istituto.

Al momento della notifica l’Autorità Giudiziaria avrebbe dovuto tener conto dell’invalidità dell’uomo, esattamente come avviene per gli stranieri che non comprendono la lingua: a loro infatti viene garantita la traduzione e un interprete. Il giudice ha rigettato la questione, non essendo inserita nel codice penale, ma il legale non si è arreso, sollevando questione di “legittimità costituzionale” rilevando la violazione degli articoli 3 (per la disparità di trattamento rispetto agli stranieri, evidenziando quindi una discriminazione in ragione delle condizioni fisiche) 24 e 111 (per lesione del diritto di difesa e comprensione delle accuse che gli vengono rivolte).

L’avvocato Silvio Verri

 

Non ci sono precedenti della Cassazione in questo senso in Italia e il giudice si è riservato la decisione rinviando l’udienza preliminare.

Nel processo sono indagati i rappresentanti legali dell’Istituto per Ciechi di Lecce, quattro funzionari della Provincia e una quindicina tra dipendenti e collaboratori dell’Istituto “Anna Antonacci”. Secondo l’accusa ci sarebbero state distrazioni di fondi sui contributi erogati dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Lecce destinati a finanziare un progetto per il recupero e sostegno dei minorati della vista con parte del denaro utilizzato per ristrutturare alcuni locali dell’istituto, di fatto utilizzato come bed and breakfast. Su questo i legali hanno sollevato invece una questione di “incompetenza territoriale” perché il primo bonifico erogato dalla Regione è transitato su un conto corrente di Milano, e quindi il reato si sarebbe consumato lì. Anche su questo il giudice scioglierà la riserva nella prossima udienza.

M.Cos.

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