LECCE – Bisogna ricominciare, e bisogna tarare la politica sportiva del Lecce su un altro regime, perché con Pantaleo Corvino non se ne va soltanto un manager, uno dei più alti profili italiani del momento, ma si chiude un ciclo durato sei anni: un lavoro ad alta intensità che ha prodotto, oltre alle quattro salvezze consecutive, anche i risultati del settore giovanile, tornato nel massimo campionato con la Primavera e capace di vincere un titolo nazionale, fino alla partecipazione alla competizione europea.
Domani alle 10 ci sarà il congedo ufficiale in conferenza stampa insieme al presidente Saverio Sticchi Damiani, poi passeranno definitivamente i titoli di coda su un capitolo importante della storia giallorossa.
Una decisione maturata più sul piano personale che su quello professionale: la necessità di recuperare energie ha prevalso sulla volontà di proseguire un percorso costruito su risultati concreti, tra promozione e stabilizzazione in Serie A. “Sono stanco e ho bisogno di un po’ di serenità”, ci ha detto Pantaleo Corvino, che rinuncia così anche a un contratto fino al 2028.
C’è chi spera ancora che domani, in conferenza, tutto possa rientrare nella normalità e che il dirigente di Vernole possa dire: resto, sono più motivato di prima.
Ma non accadrà. Domani saluterà tutti, anche se non sarà un addio al calcio: come disse a TeleRama nella trasmissione “A tu per tu”, “I cavalli di razza muoiono in pista”. Resterà fermo qualche mese, magari l’intera stagione, ma poi tornerà nel suo mondo, chissà dove, chissà, forse nel suo Lecce. Intanto, si apre non solo il toto-nomi per il successore nell’area tecnica giallorossa, ma anche quello sul futuro dello stesso Corvino.
Per il Lecce inizia quindi una fase delicata. Il club dovrà ridefinire rapidamente l’assetto dell’area tecnica, con il nome di Stefano Trinchera già in posizione interna e strutturata, ma con valutazioni ancora aperte su eventuali profili esterni. Al momento, la verità è che nessuno è stato ancora contattato: la società incontrerà prima proprio Trinchera. Non è escluso che possa essere affiancato da un direttore generale dell’area tecnica, visto che questo è stato il ruolo di Corvino, mentre il ruolo di direttore sportivo è stato ricoperto, con ottimi risultati, proprio dal diesse di Copertino.
I nomi che circolano restano quelli noti, anche se va escluso Sean Sogliano, che non si muoverà da Verona, dove è molto legato all’ambiente e alla tifoseria. Si ipotizza invece un interesse per Ricky Massara, Ciro Polito e Matteo Lovisa, ma al momento si tratta soltanto di suggestioni.
Poi ci sarà il nodo allenatore. Eusebio Di Francesco ha il rinnovo automatico, ma nulla è davvero scontato: il cambio dell’area tecnica potrebbe aprire scenari diversi.
Il punto, adesso, resta uno solo: garantire continuità dopo la fine di un ciclo che ha cambiato stabilmente la dimensione sportiva del club.
L’Unione Sportiva Lecce, però, ha già dimostrato di saper costruire calcio con lucidità e pazienza. E anche questa volta dovrà farlo così: senza strappi, ma con la calma di chi sa che certe eredità non si sostituiscono, si trasformano.
Responsabile della redazione sportiva TeleRama. Giornalista pubblicista dal 22-05-2014. Coordinatore, responsabile e opinionista delle trasmissioni sportive Piazza Giallorossa e Lecce Channel. Ama definirsi un umile artigiano delle parole e in modo ironico afferma di scrivere per legittima difesa e per lavoro. Autore di tre romanzi: “Il vaso di Pandora” (2010), “La dea del mare” (2012), Quattro sbarre nell’anima (2016).