LECCE – Sei anni e mezzo di reclusione con l’accusa di corruzione aggravata dal metodo mafioso. È la condanna invocata dalla procura di Napoli per Andrea Guido, consigliere comunale leccese e all’epoca dei fatti contestati assessore al Welfare.
Guido è finito sul banco degli imputati – insieme ad altri 46 indagati – nell’ambito del processo nato dall’inchiesta sui presunti affari della Camorra sull’asse Puglia-Campania.
È accusato di aver percepito 2mila e 500 euro dal sodalizio partenopeo per favorire l’aggiudicazione del servizio di raccolta dell’olio esausto a Lecce e nei comuni dell’Aro 1. Sei anni e mezzo di reclusione sono stati invocati anche per un presunto”intermediario” dell’affare: Giuseppe D’Elia, 55 anni, di Novoli.
“Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e confido in una sentenza di assoluzione – commenta Guido – Dall’istruttoria dibattimentale del processo non sono emersi elementi significativi a mio carico. Mi auguro di uscire presto da questo incubo perché sono innocente”.
La sentenza è attesa nei prossimi mesi dopo le arringhe della difesa.