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Fine gennaio da Oscar: tra ping pong, drammi familiari e dittature

CINEMA – Benvenuti gentili e soprattutto curiosi lettori di TeleRama, al consueto appuntamento settimanale con Cineclub, dove le protagoniste assolute sono le uscite più attese nel mondo del cinema.

Timothèe è da Oscar, il film è adrenalina pura.

Cominciamo le nostre proposte settimanali, parlandovi del dramedy sportivo Marty Supreme di Josh Safdie. Prodotto da A24, il nuovo lungometraggio – con protagonista il newyorkese Timothée Chalamet – è uno dei più chiacchierati di questa stagione cinematografica. Ispirata alla vita del campione di ping pong Marty Reisman, l’opera si concentra più sul mito che sull’uomo, offrendo al pubblico un racconto intenso, realistico e cinematograficamente potente. L’attore appena trentenne, grazie a quest’interpretazione, è diventato il più giovane di sempre a ricevere il Golden Globe come miglior attore protagonista in un film musicale o commedia e il favorito per la corsa ai premi oscar 2026. Candidata a ben 9 statuette, la pellicola ha già raggiunto lo status di cult contemporaneo.

Trier parla di famiglia e richiama Bergman.

Ora parliamo del dramma familiare Sentimental Value di Joachim Trier. Vincitore del Grand Prix speciale della Giuria alla 78esima edizione del festival di Cannes e candidato anch’esso in ben 9 categorie dei premi Oscar, l’ultimo lavoro del regista norvegese è una disamina intelligente sul peso dei ricordi e dei legami sanguigni. Nora è un’attrice teatrale che, ad inizio film, torna nella sua casa di infanzia per il funerale della madre. L’occasione le consente di rivedere il padre, cineasta in declino che vorrebbe convincerla ad accettare la parte di protagonista in un suo film. Tra grandi interpretazioni e una sceneggiatura toccante, emotiva ed intelligente: il regista si conferma come il degno erede del cinema scandinavo di spessore come quello di Bergman o von Trier.

I fantasmi del regime brasiliano sotto la lente.

E in conclusione andiamo in brasile, con il thriller geopolitico L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho. Vincitore della migliore regia e della migliore interpretazione maschile al festival di cannes, il film è anche candidato a 4 premi Oscar. Wagner Moura, attore conosciuto dal grande pubblico per aver vestito i panni del mafioso colombiano Pablo Escobar nella serie Netflix Narcos, interpreta un ex professore universitario ostracizzato dalla dittatura negli anni ’70 e braccato da dei sicari. L’uomo vorrebbe abbandonare il paese ma, prima di ciò, desidera riabbracciare il figlio. Il regista immerge il suo pubblico nel clima di terrore e di paranoia che ha, sfortunatamente, definito il Brasile per ventuno lunghi e dolorosi anni. 

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