Lavorare al freddo, in pieno inverno, dentro uno stabilimento industriale. È questo quello che denunciato gli operatori della Cnh industrial, colosso mondiale delle macchine movimento terra. A denunciarlo è la Fiom Cgil Lecce, che parla di una situazione ormai insostenibile e di promesse aziendali rinviate addirittura al 2030.
Per sollecitare interventi concreti sul microclima interno alle officine, i metalmeccanici della Cgil, hanno proclamato quattro ore di sciopero con un corteo interno allo stabilimento e una manifestazione all’esterno dell’azienda, nella zona industriale di Lecce.
La decisione è maturata subito dopo l’incontro del 20 gennaio tra la direzione aziendale leccese e i rappresentanti dei lavoratori per la salute e la sicurezza. Di fronte alle rivendicazioni sindacali, l’azienda avrebbe chiarito che al momento non esisterebbero né finanziamenti né progetti realmente efficaci per risolvere in modo strutturale il problema. L’unica prospettiva indicata riguarda il completamento dei lavori di manutenzione del tetto, previsto però non prima del 2030.
“Nelle officine, d’inverno come d’estate, lavorare è davvero difficile”, dicono.
A Lecce sono circa 620 gli operai impiegati nello stabilimento. Solo una parte, nel reparto “Testing”, dispone ancora di un impianto di riscaldamento risalente agli anni Settanta. Nelle officine, invece, l’impianto è stato smantellato circa vent’anni fa senza mai essere sostituito. Ventilatori, maglie termiche, giubbini e qualche condizionatore rappresentano, secondo il sindacato, semplici palliativi. Nel chiuso delle officine le temperature resterebbero estreme, mettendo a rischio salute e sicurezza dei lavoratori.
La replica dell’azienda:
CNH ribadisce che la tutela delle condizioni di lavoro e del benessere dei propri dipendenti rappresenta una priorità assoluta ed è costantemente impegnata a adottare misure di miglioramento continuo anche con il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori. In quest’ottica, l’azienda ha da ultimo attivato un piano strutturato di investimenti e interventi impiantistici volti a mitigare ulteriormente l’impatto dei picchi termici, sia invernali sia estivi nello stabilimento di Lecce.
Tali specifiche azioni, avviate a partire dal 2024, prevedono il completamento degli interventi in tutte le aree del Plant entro il 2030 con la coibentazione delle parti strutturali dello stabilimento, così da permettere di garantire un microclima costante durante tutto l’anno, rispondendo in modo efficace alle diverse esigenze climatiche stagionali.