BARI – Sebbene la tragedia nell’ex Ilva, dove ha perso la vita un operaio 47enne, abbia spinto il governatore a cambiare la sua agenda, qualcosa inizia a muoversi per la giunta che potrebbe essere ufficializzata entro venerdì.
Iniziano gli incontri, le interlocuzioni con i partiti ma non ancora le chiamate ai prescelti. Lo scoglio più grosso resta il futuro dell’ex governatore Michele Emiliano. Non si sblocca la situazione di stallo in cui sono finiti i due presidenti. Decaro sembrerebbe aver avanzato qualche proposta, come le Crisi industriali o lo Sviluppo Economico ma ad Emiliano non sembrerebbe sufficiente. Lo stallo è totale e questo potrebbe mettere davvero in forse l’ingresso in giunta dell’ex magistrato. Tuttavia un piano B sarebbe stato suggerito: assegnare ad Emiliano la presidenza di Acquedotto pugliese. Un ente di caratura nazionale, da tempo attenzionato nell’azione politica di Emiliano. Accetterà? Difficile dirlo. L’alternativa ci sarebbe: il posto andrebbe ai Popolari. Le interlocuzioni con la lista che non ha superato la soglia di sbarramento sono in corso.
Anche nel Pd a cui andranno 4 assessorati e la presidenza del Consiglio c’è maretta. Lo scoglio più grande riguarda il fatto che sarebbe solo una la donna in giunta in quota dem, la Ciliento e che il posto restante è combattuto tra Piemontese, Minerva e Matarrelli. A Minerva potrebbe cmq andare la presidenza del gruppo, al mesagnese quella del Consiglio. Anche in Avs c’è maretta: Decaro chiede una donna ma il partito spinge per l’ingresso di Gano Cataldo.
Ultime ore e poi si vedrà.