È una corsa contro il tempo quella per completare la riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi pubblici e privati. Il termine ultimo resta fissato al 31 dicembre, ma un possibile emendamento al “Milleproroghe” potrebbe far slittare la scadenza, evitando una crisi che si annuncia pesantissima. A lanciare l’allarme è il Dipartimento Salute di Confapi Puglia: senza una proroga, i laboratori privati accreditati e convenzionati con il Servizio sanitario nazionale si preparano a licenziare biologi, tecnici di laboratorio, infermieri e personale amministrativo. Tutto ruota attorno a un processo di riorganizzazione ancora incompleto, il cui iter di modifica è incardinato nel Ddl sulle liste d’attesa e richiede tempi più lunghi. Dal 1° gennaio 2026, infatti, entrerà in vigore la nuova normativa regionale che ridisegna il modello dei laboratori, trasformando molte strutture in semplici centri prelievi e favorendo di fatto le grandi multinazionali già pronte ad acquisire le realtà più piccole. Senza il differimento al 31 dicembre 2026, in Puglia resterebbe un solo modello di rete, con il rischio di chiusure, perdita di posti di lavoro e impoverimento del servizio sanitario territoriale. Confapi chiede quindi al Governo e al Parlamento di intervenire