LECCE – Pochi giorni fa un uomo originario del barese, qualche settimana prima un ragazzo senegalese, entrambi detenuti nel carcere di Lecce, entrambi hanno deciso di togliersi la vita. Una situazione allarmante che riflette le condizioni sempre più al limite all’interno anche dell’istituto di Borgo San Nicola
Condizioni drammatiche rimarca l’avvocato Davide Piccirillo di Antigone Puglia, al termine dell’ultima ispezione nel reparto precauzionale e nell’infermeria.
C’è poi l’annosa questione del sovraffollamento nel penitenziario di Lecce attualemente sono 1440 i detenuti a fronte di una capienza di circa 800, a questo si aggiunge la carenza di agenti di polizia penitenziaria troppo pochi rispetto ai ristretti e per questo costrtetti a fare turni di lavoro di oltre 12 ore al giorno.
E dopo l’ultimo suicidio tanti volontari e persone che operano all’interno del crcare di lecce, si sono ritovati davanti all’istituto per un presidio silenzioso per dire basta all’indifferenza e a un carcere che produce morte invece di responsabilità e reinserimento.
Barbara Magnani, classe 1981. Laureata in Lettere, master in giornalismo sportivo televisivo. Giornalista professionista dal 2009. Redattore del tg di TeleRama.