BRINDISI – Al via, nel Tribunale del comune capoluogo, la prima udienza del processo per l’episodio che ha scosso la comunità di Ostuni e mobilitato associazioni animaliste in tutta Italia. Sul banco degli imputati un uomo di 50 anni, accusato di aver esploso colpi di fucile il 27 dicembre 2024 contro un gatto appartenente a una colonia felina.
Il felino, ribattezzato “Ombra” dai volontari che lo hanno soccorso, fu colpito al volto da distanza ravvicinata mentre l’aggressore transitava in auto. Le ferite agli occhi e al cranio lo hanno reso cieco, trasformandolo in simbolo della lotta contro i maltrattamenti. L’imputazione parla di tentata uccisione e maltrattamenti di animali, oltre che di spari in luogo pubblico, contestando all’uomo di aver agito “per crudeltà”.
Il caso si inserisce in un quadro più ampio di violenze sugli animali registrate in Italia nello stesso periodo: dal gatto annegato, al pitbull bruciato a Palermo, episodi che hanno acceso il dibattito sulla necessità di pene più severe.
Il Comune di Ostuni, insieme a diverse associazioni, ha scelto di costituirsi parte civile, sottolineando la gravità di un gesto che ha colpito non solo un animale, ma l’intera comunità.
Il processo, atteso con grande attenzione, rappresenta un banco di prova per la giustizia e per la sensibilità collettiva verso il rispetto degli animali. Ombra, sopravvissuto ma segnato per sempre, è diventato il volto di una battaglia che chiede più tutela e più responsabilità.