A Carmiano la festa dell’Immacolata non è una semplice una ricorrenza, ma è un ritorno alle origini. Una celebrazione che abbraccia un intero paese e che, anno dopo anno, rinnova un legame antico, fatto di fede, storia e comunità.
Tutto nasce dalla piccola Chiesa dell’Immacolata, cuore spirituale del paese, dove è custodito l’affresco che i carmianesi chiamano “Madonna Nostra”. La Vergine giovane, dal manto verde, immersa nella mandorla dorata che da secoli veglia sulla comunità.
Attorno a questo culto, già dal 28 novembre, Carmiano vive un percorso intenso: la traslazione della statua, il novenario all’alba, le celebrazioni, un calendario che accompagna il cammino verso la festa patronale.
Un impegno condiviso dalla comunità ecclesiale, dall’Arciconfraternita, da “La Fabbrica dell’Immacolata”, dal Comune, dalla Provincia di Lecce e da PugliArmonica. Una sinergia che ha trasformato la festa dell’Immacolata in un appuntamento di richiamo per tutto il Salento.
E attorno alla Vergine Immacolata si stringe anche la parte più popolare della festa: la grande Sagra della puccia, le pittule, il vino locale, le luminarie e la musica che anima piazza del Tempo. Un clima che vede affiancarsi l’energia dei concerti, tra cui quello dell’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta”.
Tra i momenti più significativi, l’omaggio floreale dei vigili del fuoco, la solenne processione che attraversa tutto il paese, la celebrazione presieduta dal Cardinale Fabio Baggio e il corteo storico che rievoca il ritrovamento dell’antico affresco. Passaggi che raccontano l’identità più profonda di Carmiano, da sempre legata alla sua “Madonna Nostra”.