LECCE – La vittoria col Torino, sofferta e al cardipalma, permette al Lecce di avanzare in classiifca. Un successo importantissimo per il cammino della squadra in ottica salvezza. AL termine della partita abbiamo incontrato il presidente Saverio Sticchi Damiani, queste le sue considerazioni sulla vittoria dei suoi ragazzi.
Presidente, partiamo dalla fine. Raccontiamo insieme la possibile delusione di quel calcio di rigore e la grandissima emozione invece del triplice fischio finale che regala questa vittoria sofferta ma meritata.
“Le partite in casa col Torino evocano sfide epiche, da quel famoso tre a uno dei tempi di Mazzone, alla vittoria dell’anno scorso con l’eurogol di Ramadani. Anche questa è stata una partita epica. C’è stato di tutto, la squadra ha dato tutto quello che aveva, hanno dimostrato un attaccamento importante tutti quanti. Sono molto contento e sarebbe stato un peccato pareggiare per quell’intervento del VAR, ancora una volta, che arriva nei momenti topici della gara“.
Ci sono tante note positive ma anche qualche nota dolente. Soffermiamoci su quelle per essere un pò più critici in maniera costruttiva. Cosa non le è piaciuto di questa partita?
“Ci sono momenti della gara in cui si possono rappresentare dei bassi. Sono comunque fisiologici perché tai giocando contro una squadra importante. Gli ultimi minuti del primo tempo non mi sono piaciuti, poi superati quelli nel secondo tempo la squadra aveva fatto bene. Abbiamo preso un gol in un momento in cui non stavamo soffrendo particolarmente. Quel due uno ha rimesso in piedi in discussione una partita che potevamo portare a casa senza nemmeno forse quell’episodio. Eravamo là in una fase di grande generosità, ci siamo un pò sbilanciati, abbiamo preso quel gol, forse. Magari su quello si può lavorare“.
Tredici punti in tredici partit, il Lecce si è rimesso perfettamente in carreggiata con quello che è il cammino verso la salvezza.
“Sono contento. Ero sicuro che la gara di Roma era, l’avevo detto a caldo un momento. Noi paghiamo un prezzo molto alto quando i giocatori vanno in nazionale. Tutto il nostro centrocampo la settimana scorsa era stato nelle loro nazioni, in paesi lontani. Tornano due giorni prima della gara. Quella che è stata una lettura dopo la partita della Lazio, che può sembrare un alibi invece, è figlia di una conoscenza di reali equilibri e quindi noi purtroppo paghiamo quel prezzo. Oggi sembravano tutti trasformati. Erano gli stessi giocatori che la settimana scorsa erano un pò sottotono comunque al cospetto di una grande Lazio perché la Lazio sta bene, si è visto pure ieri sera“.
