LECCE – Anche per la Corte di Cassazione, come già stabilito dal Tribunale del Riesame, non sussistono elementi tali da giustificare la misura restrittiva degli arresti domiciliari per l’imprenditore barese Maurizio Laforgia, travolto dall’inchiesta su appalti & favori insieme all’ex assessore regionale Alessandro Delli Noci.
La Procura – lo ricordiamo – aveva impugnato la decisione del Riesame dello scorso luglio di annullare i domicilari disposti originariamente. Gli ermellini della seconda sezione penale, però, hanno adesso respinto quel ricorso, mettendo definitivamente fine a questo paragrafo della vicenda.
Laforgia resta indagato a piede libero, insieme ad altre 31 persone. Secondo l’accusa sarebbe stato il faccendiere del gruppo di affari messo in piedi da Delli Noci e altri imprenditori: appalti e fondi pubblici sarebbero stati dispensati in cambio di favori personali e pacchetti di voti.