È arrivata con lo sguardo sereno di chi non ha paura, perché sa di stare dalla parte della legalità. Sorridente, ha salutato le forze dell’ordine che la attendevano davanti al Teatro della Fondazione Filograna di Casarano. Presenza discreta ma attenta, quella della scorta di secondo livello disposta dopo l’episodio intimidatorio dei giorni scorsi. È la prima uscita pubblica della dottoressa Maria Francesca Mariano, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce. Solo pochi giorni fa, sulla tomba del padre al cimitero di Galatina, sono stati rinvenuti una testa di capretto, un coltello e un biglietto con scritto “prima o poi”.
Oggi, quel “prima o poi” non è più una minaccia: è diventato un messaggio di forza e di giustizia. L’occasione è la presentazione dello spettacolo teatrale da lei scritto, “Il giudice Rosario Livatino”, portato in scena dalla compagnia Témenos Recinti Teatrali. Ad accoglierla, le massime autorità della provincia: il prefetto Natalino Domenico Manno, il questore, i comandanti provinciali di carabinieri, esercito e guardia di finanza e alcuni colleghi magistrati. Nessuna dichiarazione ai giornalisti, ma dal palco non sono mancate parole di vicinanza e solidarietà al magistrato minacciato.
Sul palco, la giudice Mariano ha ripreso proprio quelle parole, “prima o poi”. Dalla sua voce, potenti e ferme, si sono trasformate in un inno alla speranza, in un richiamo alla dignità e al coraggio civile.
Davanti ai ragazzi e alle istituzioni, la paura si è fatta appello, la minaccia si è fatta lezione. Scegliere la libertà, rifiutare la cultura del favore, credere nella giustizia come atto quotidiano di cambiamento.