LECCE – È la fine di un incubo. La sentenza del Tribunale di Bologna mette una pietra tombale sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il professore Massimo Federico, oncologo di Modena di fama internazionale e presidente dell’associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro.
I giudici hanno fatto cadere tutte le ultime accuse rimaste a suo carico, vale a dire abuso d’ufficio e peculato. Il reato più grave, quello di corruzione, era già stato cancellato di fatto nel 2022. Nell’ipotesi accusatoria si faceva cenno a una presunta falsa dichiarazione di “no profit” per alcune sperimentazioni, che sarebbero state invece finanziate in modo occulto da note aziende farmaceutiche con migliaia di euro. Ipotesi accusatoria smontata pezzo dopo pezzo. Il fatto non sussiste. Nessuna corruzione. Cadute anche le accuse per gli altri reati per i quali Federico aveva subito una condanna in primo grado in merito ad una presunta indebita gestione del Registro Tumori e all’occupazione di spazi all’interno del COM da parte della Fondazione Italiana Linfomi. Un’evidente vicenda di malagiustizia con troppe falle presenti nella filiera del procedimento giudiziario.
Tredici anni dopo l’oncologo può cantare vittoria, anche se le cicatrici di questa lunga traversia giudiziaria sono ancora ben visibili. Una vicenda che dimostra che il sistema giustizia in Italia non funziona a dovere.
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