LECCE – È un Lecce bello, determinato, umile e che può, e punta, a fare sempre meglio: parola di capitan Wladimiro Falcone. Il portierone dei giallorossi, sempre presente nell’undici iniziale, parla della gara di sabato scorso con il Sassuolo del “Via del Mare” chiusa a porte involate: “Diciamo che sono stati due punti persi, perchè ai punti meritavamo di più noi. Non è stata una partita spettacolare, ma se doveva vincere qualcuno -ha spiegato il capitano, 30 anni- quelli eravamo noi. Allo stesso tempo, sono 4 anni che sono qui e negli anni scorsi questo tipo di partite le avremmo perse. Quindi ben venga questo punto e che non abbiamo subito gol“.
SERVONO I GOL – La fase difensiva sta migliorando gara dopo gara, mentre in zona gol la squadra fa più fatica: “Lavoriamo molto in settimana con il mister: il Sassuolo in attacco ha Berardi, Pinamonti e Laurientè, che non sono gli ultimi arrivati. Ma nonostante questo, non hanno mai tirato in porta. Con il mister lavoriamo molto anche sulla fase offensiva. Adesso, siamo più in difficoltà, ma non credo sia un grande problema“.
DA RECORD – Per lui, ormai, il Lecce è una questione di cuore: “Significa tanto per me. Da giocatore mi piace sempre battere i record. Quando sono arrivato non pensavo di fare strada e di fare la storia. Sono contento e onorato dei record che ho raggiunto: ogni settimana vedo che sui social una persona pubblica tutti i record che raggiungo e li guardo con molto piacere. So che ho scavalcato diversi grandi portieri che hanno fatto la storia del Lecce e questo mi fa piacere: è vero anche che i record sono fatti per essere battuti e spero che in futuro ci possa essere un altro portiere in grado di superare i miei traguardi e fare la storia con questa maglia. Per quest’anno spero di fare la storia con la quarta salvezza consecutivi. I record individuali poi passano in secondo piano“.
LA SVOLTA – Poi, racconta il momento in cui è arrivato lo scossone: “Sono arrivato il primo anno con un gruppo più italiano ed eravamo più uniti. Poi, piano piano sono arrivati diversi stranieri e mi sono dovuto adattare anche io, iniziando a parlare in inglese. Quest’anno siamo partiti male, poi prima della partita contro il Bologna ci siamo parlati con i senatori e da lì qualcosa è scattato. Sono contento dello spogliatoio e del gruppo. Hanno capito tutti cosa significa stare nel Lecce, e questo mi fa molto piacere. Per quest’anno spero in una salvezza più tranquilla”.
UNA RICHIESTA “RICORRENTE” – La costruzione dal basso è ormai una richiesta di quasi tutti gli allenatori: “Scherzo sempre con Fruchtl che ha giocato con Neuer. Lo ‘maledico’ visto che il portiere del Bayern Monaco ha cambiato tutto il modo di concepire il calcio (sorride, ndr). Nel calcio di oggi serve la costruzione dal basso Poi è naturale che ognuno ha le sue caratteristiche, come nel caso di Donnarumma, che è stato mandato via dal Paris Saint Germain per questo aspetto, e secondo me, è inammissibile. Il mister ci chiede di provare qualche giocata dal basso, ma ovviamente in partita è diverso, perchè se sbagliamo prendiamo gol e perdiamo. Quindi, la possiamo fare solo se siamo sicuri, altrimenti possiamo giocare anche lungo sulla punta e lottare sulla seconda palla. Questo aspetto mi rende molto più tranquillo e sicuro”.
IL SOGNO – La Nazionale resta il sogno di ogni giocatore: “Sono realista: il problema dell’Italia non è il portiere. Ci sono Vicario, Carnesecchi, Caprile e Di Gregorio. Se dovesse arrivare la chiamata della nazionale sarei contentissimo. Ho avuto la fortuna di fare già la mia esperienza in nazionale, quando nel 2022 mi chiamò Mancini, e se ci dovesse essere un altra occasione sarei contentissimo, altrimenti va bene lo stesso. La mia parata più bella e più difficile di quest’anno? La parata più bella e allo stesso tempo difficile è stata sicuramente quella su Deiola con il Cagliari. Mentre con l’Atalanta avrei potuto fare molto meglio, soprattutto sul gol di Zalewski, dove la palla mi è passata sotto le gambe”.
DA “BASCHI” A … – A chi gli chiede le differenze tra l’ex capitano dei salentini Federico Baschirotto e Tiago Gabriel, risponde così: “Baschirotto era un leader, amico e un fratello. Mi è dispiaciuto tantissimo vederlo partire. La differenza con Tiago Gabriel è che Baschirotto era più carismatico fuori e dentro dal campo, andando forte sull’uomo sfruttando la sua grande fisicità, mentre Tiago Gabriel è più pulito. Siebert? Arriva dalla Serie B tedesca dove ha fatto molto bene. Il campionato italiano, però, è completamente diverso da quello tedesco. In questo momento sta facendo fatica, ma lo vedo in allenamento e vedo come lavora duramente. Segue tutte le indicazioni del mister e soprattutto di Del Rosso, che cura molto la fase difensiva”.
OCCHIO ALLA PROSSIMA – Sabato si gioca in casa dell’Udinese per l’ottava giornata di campionato, una gara da non sottovalutare: “Non vengono da grandi risultati, ma giocheranno in casa e cercheranno di partire forte. Dal canto nostro, ci faremo trovare pronti e allo stesso modo cercheremo di metterli in difficoltà. Noi veniamo da dei risultati utili consecutivi e mi aspetto di fare una grande partita, sperando di poter fare anche dei gol e vincere”.
Laureata alla "Sapienza" di Roma in "Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo". Master in "Management dello Sport". Giornalista sportiva, appassionata di calcio e di tutto lo sport in generale. Amante della scrittura, della lettura, della poesia e del buon cinema.