Condanne a più di 130 anni di carcere sono state invocate dal pubblico ministero nel processo
ai presunti componenti di un’organizzazione che avrebbero portato in Italia donne di nazionalità bulgara e di averle reclutate e costrette a prostituirsi.
Le giovani in caso di rifiuto o di mancato raggiungimento profitti giornalieri previsti sarebbero state picchiate selvaggiamente, anche con mazze e bastoni, al punto tale da provocare, in alcuni casi, fratture ossee.
Le pene più alte (20 anni di reclusione=) sono state chieste per i due presunti capi dell’organizzazione (due cittadini bulgari).
I prossimi 8 e 29 ottobre sono previsti gli interventi dei difensori, gli avvocati Silvio e Giorgio Caroli, Luigi Corvaglia, Raffaele Benfatto, Ladislao Massari, Roberta Romano e Antonio Savoia. La sentenza è prevista per il 26 novembre