Sono due fratelli originari della provincia di Lecce, precisamente di Nardò, e un uomo di Gualdo Tadino i tre arrestati dai carabinieri per la brutale aggressione ai danni di una coppia avvenuta qualche settimana fa in Piazza 40 Martiri, nel cuore del centro storico di Gubbio. I militari dell’Arma, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre indagati, accusati a vario titolo di violenza sessuale di gruppo, lesioni personali e tentata rapina.
L’operazione è frutto di un’indagine “ampia e articolata” condotta dal Comando di Gubbio sotto la guida del capitano Pasquale Moriglia.
Tutto si è consumato nella notte tra il 4 e il 5 settembre scorsi: stando a quanto ricostruito la coppia è stata aggredita mentre stava parcheggiando l’auto nella centralissima piazza. Sono stati momenti di terrore: i tre aggressori sono piombati all’improvviso e hanno colpito ripetutamente l’uomo con calci e pugni minacciandolo affinché consegnasse denaro, mentre la donna è stata trascinata in una zona appartata e violentata. Le urla della giovane sono riuscite presto ad attirare l’attenzione di alcuni passanti, che hanno immediatamente allertato il 112. Sul posto sono arrivate due pattuglie dei carabinieri e i sanitari del 118, che hanno soccorso le vittime. Nel frattempo, i tre aggressori si sono dileguati.
Ma grazie alle testimonianze raccolte e all’analisi delle immagini di videosorveglianza comunale, i carabinieri della compagnia di Gubbio sono riusciti presto a ricostruire l’accaduto e a identificare i responsabili. Si tratta di due fratelli di 36 e 43 anni, originari di Nardò e residenti da tempo a Gubbio, e di un 36enne di Gualdo Tadino. Il blitz è stato eseguito all’alba di questo mercoledì, così come possiamo vedere dalle immagini di TRG: i tre al momento sono stati tradotti nelle case circondariali di Terni e Spoleto. Il gip di Perugia ha infatti ritenuto il pericolo di reiterazione dei reati e considerato gli indagati socialmente pericolosi.
