Lo slittamento del vertice fra leader del centrodestra per la scelta dei candidati presidenti alle elezioni regionali imbroglia una matassa che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è decisa a districare in fretta, senza aspettare l’esito del voto a fine settembre nelle Marche, dove il governatore uscente, Francesco Acquaroli di Fratelli d’Italia, sfiderà il dem Matteo Ricci. E mentre anche Matteo Salvini spinge per chiudere il cerchio sui nomi da ufficializzare, prende tempo il vicepremier Antonio Tajani. “Non siamo in ritardo – ha dichiarato – stiamo lavorando. Adesso siamo impegnati per vincere nelle Marche e dobbiamo vincere anche in Val d’Aosta, in Calabria e poi troveremo un candidato unitario in Veneto, in Campania e in Puglia”.
Intanto il centrosinistra tenta di archiviare la grana Puglia con la candidatura di Antonio Decaro, giunta dopo mesi di temporeggiamenti, veti e lotte intestine. Sotto la cenere, cova la rabbia di Michele Emiliano per la candidatura in Consiglio regionale che gli è stata negata, mente l’ha spuntata Nichi Vendola, in corsa per un seggio in via Gentile con Avs. Il presidente di Sinistra italiana getta acqua sul fuoco: “Fibrillazioni e baruffe ci sono sempre state e sono forse fisiologiche. L’essenziale è che l’alleanza progressista ha chiuso le intese in tutte le regioni che votano. La destra invece è ancora impigliata nei propri problemi”. Gli fa eco la segretaria dem Elly Schlein: “Noi compatti, loro divisi”. Ma la verità è che il Pd pugliese è in ebollizione, in attesa del faccia a faccia Decaro-Emiliano rinviato a causa della recente paternità del governatore uscente. Se Emiliano ha ribadito il no a candidarsi, nonostante la spinta del suo movimento Con, sono in fibrillazione Azione e Per la Puglia. Altro che campo largo solido!