LECCE – Le dimissioni dell’assessore regionale Delli Noci gli sono valse la libertà, in considerazione del fatto che senza un ruolo pubblico non potesse reiterare i reati di cui era accusato. La stessa cosa deve dunque valere per chi, come Maurizio Laforgia, è accusato di essere stato l’anello di congiunzione tra il politico e gli imprenditori Alfredo Barone e Marino Congedo, piegando l’interesse pubblico a quello privato in cambio di soldi e favori.
È quanto in sintesi dichiarano i giudici del Tribunale del Riesame, motivando l’annullamento della misura cautelare dei domiciliari che – per effetto dell’inchiesta affari & politica – erano scattati per il barese Laforgia.
Ai domiciliari restano invece, come confermato dal Riesame, gli imprenditori Barone – 69enne nativo di Biella ma residente a Lecce – e Congedo, 82enne di Galatina.
Secondo l’accusa Laforgia, figlio dell’ex rettore Unisalento, avrebbe assunto il ruolo di “faccendiere e lobbista” di un’organizzazione criminale dedita a commettere reati contro la pubblica amministrazione, facendosi portavoce e intermediario delle richieste e gli interessi imprenditoriali che avrebbero poi di fatto avuto la meglio sull’interesse pubblico e la legalità. Per l’assessore Delli Noci, che rassegnò le dimissioni subito dopo l’interrogatorio preventivo davanti al Gip Zizzari, non scattò alcuna misura cautelare: indagato sì, ma a piede libero, dacché l’aver abbandonato il ruolo pubblico – secondo la Procura – gli avrebbe impedito di reiterare gli illeciti contestati.
Stesso peso, stessa misura: questo rimarca il Riesame.
Per i giudici due i motivi principali per i quali anche Laforgia ha diritto alla libertà.
Punto primo: le indagini sugli illeciti, cristallizzati dagli inquirenti fino al 2024, non consegnano alcuna certezza sulla continuità delle attività delittuose nel periodo successivo. Del resto il “gruppo operativo – si legge dalle carte – sarebbe stato fondato per sostenere economicamente e politicamente il cursus honorum di Delli Noci” che ad un certo punto, però, può dirsi esaurito: nel 2021 Delli Noci fonda il movimento “Sveglia” e nel 2022 aderisce a “Con” di Emiliano. Per i giudici “un duplice passaggio che svincola l’ex assessore dal percorso politico ed economico auspicato da Laforgia”, tanto che dal 2022 i contatti si fanno via via meno frequenti.
Secondo punto: “le motivazioni a monte dell’ immediata liberazione di Delli Noci, ritenendo cessato ogni pericolo – scrive il Riesame – sostengono il definitivo sradicamento
dell’ipotizzato “sistema”, che avrebbe avuto come snodo fondamentale proprio il politico, legato “a doppio filo” a Laforgia”. Ecco perchè per i giudici, se è vero che il referente pubblico del presunto affare non può reiterare i reati, lo stesso deve essere presupposto per il suo mediatore. Ecco perchè adesso anche Laforgia è indagato a piede libero.
Erica Fiore, classe 1990, giornalista pubblicista dal 2017. Caporedattrice e conduttrice del tg di TeleRama. Collaboratrice della trasmissione "Terre del Salento". Collaboratrice della trasmissione "Finalmente Domenica". Nel 2021 ideatrice e conduttrice della trasmissione "Amarcord, la festa rivive".