Regionali: la vacanza in Puglia della premier Meloni potrebbe diventare occasione d’incontro con Tajani e Salvini per le trattative sul candidato presidente del centrodestra. Intanto, il Pd non mette in discussione la candidatura a governatore di Decaro, e aspetta il passo di lato di Emiliano.
Giorni di attesa e riflessione nel centrodestra, prima del vertice di coalizione che dovrebbe tenersi entro fine agosto per affrontare la partita regionali. Giorgia Meloni, di ritorno da Washington per i colloqui sull’Ucraina, ha scelto la Valle d’Itria per concedersi qualche giorno di vacanza con la famiglia. E chissà che nella pace del resort con trulli e piscina nelle campagne di Locorotondo dove starà con la figlia Ginevra e l’ex compagno, non venga fuori un nome da candidare alla presidenza della Regione, alternativo a quello di Mauro D’Attis proposto da Forza Italia ma sgradito alla Lega.
Il competitor di centrosinistra è ormai assodato, benché manchi l’ufficialità: la scelta di Antonio Decaro non si discute. E si sta lavorando per superare lo scoglio Michele Emiliano, grazie alle manovre di riavvicinamento orchestrate dalla segretaria dem Elly Schlein e affidate alla mediazione del suo braccio destro Igor Taruffi. Il disgelo c’è stato, e i due hanno ripreso a ragionare per una soluzione condivisa, senza bisogno di tutor da Roma ma con gli occhi dei vertici nazionali Pd ben puntati sugli sviluppi di una diatriba che è diventata la telenovela politica dell’estate, con Decaro fermo sul no alla candidatura in Consiglio regionale di Emiliano e di un altro ex presidente eccellente: Nichi Vendola. Se quest’ultimo ribadisce che non accetta veti dal Pd, Michele Emiliano dovrà fare un passo di lato e accettare un ruolo come assessore esterno nell’eventuale futura giunta Decaro o un altro incarico di prestigio, in attesa di entrare in Parlamento al prossimo giro delle politiche 2027.
Intanto, la data per la chiamata alle urne dei pugliesi sembra ormai certa: il 23 novembre. Saranno tre mesi di campagna elettorale.
