Ancora criticità al Pronto Soccorso del Vito Fazzi di Lecce segnalate allo sportello Dillo a Telerama. A raccontare l’odissea vissuta da un anziano paziente cardiopatico è un suo familiare, che denuncia una gestione definita “assurda e disumana”.
Secondo il racconto, l’uomo – ultraottantenne con problemi cardiaci e battiti accelerati – è stato accompagnato lunedì pomeriggio al pronto soccorso, seguendo le indicazioni del medico curante. Arrivato intorno alle 13:30, si è trovato davanti a una lunga fila: “Ho fatto presente all’infermiera che mio zio aveva problemi cardiopatici, non si sentiva bene e mancava quasi il fiato. Ma mi è stato risposto che doveva fare la fila. Mi hanno detto testualmente: ‘Se si sente male ci chiama’”, racconta il familiare.
Una risposta che lascia attoniti, soprattutto considerando la fragilità del paziente: “Un paziente con problemi cardiaci non può fare una fila con persone meno gravi, per giunta senza personale fisso allo sportello. L’assurdo è che chi fa accettazione, a turno, deve soccorrere e visitare, lasciando la postazione vuota. Intanto la gente aspetta, e c’è chi sviene in corridoio”.
Dopo due ore di attesa, l’anziano è stato finalmente preso in carico. Ma i disagi non sono finiti: trascorsa la notte all’interno dell’area di osservazione, l’uomo è rimasto senza coperte né lenzuola. La mattina seguente il parente ha chiamato lo zio per avere aggiornamenti, ricevendo come risposta che veniva monitorato per il controllo cardiaco ma aveva freddo e che aveva ripetutamente chiesto una coperta, ricevendo però rimproveri perché bisognava aspettare che arrivassero i nuovi cambi.
La testimonianza prosegue con particolari ancora più sconcertanti: “Ho sentito con le mie orecchie un infermiere rimproverarlo quando chiedeva una coperta. Ma non è questo il modo di trattare chi è in difficoltà. Non siamo al supermercato: lì, se c’è troppa fila, aprono una cassa in più. Qui al pronto soccorso servirebbe più personale, non si può lasciare un corridoio pieno di malati senza assistenza”.
Il familiare racconta anche di aver portato il caso all’attenzione della direzione sanitaria, che con pazienza ha accolto lo sfogo dell’uomo. Una situazione già nota, chiaramente, così come la giustificazione fornita: la mancanza di personale.
La denuncia si chiude con un’amara constatazione: “Al pronto soccorso bisogna essere fortunati e trovare la persona giusta al momento giusto. Ma non può essere una questione di fortuna. È un servizio essenziale: così si rischia la vita”.
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