Concessi gli arresti domiciliari all’oramai ex vicesindaco di Sannicola, Cosimo Piccione, una settimana fa finito in carcere, nell’ambito di una inchiesta della guardia di finanza di Gallipoli, con l’accusa di essere al centro di una presunta associazione per delinquere per reati contro la pubblica amministrazione.
“Fermo restando il quadro indiziario per i reati per i quali si procede (l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere non fornendo alcun elemento a sua difesa), – scrive nell’ordinanza la giudice – sussistono ancora entrambe le esigenze cautelari che hanno imposto la misura, attesi i rapporti personali dell’indagato con i coindagati anche a piede libero e con gli altri soggetti a vario titolo coinvolti nell’indagine. Tali esigenze, tuttavia, devono ritenersi attenuate in ragione dell’esperienza carceraria (Piccione è infatti incensurato) e delle sopraggiunte dimissioni dalla carica di consigliere comunale, assessore e vicesindaco del Comune di Sannicola”. Per tali ragioni la giudice Fedele ha concesso i domiciliari.
Dai domiciliari all’obbligo giornaliero di presentazione alla polizia giudiziaria Cosimo Leo, che in fase di interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarare spontaneamente di non avere più rapporti lavorativi anche di collaborazione con il Comune di Sannicola dal mese di dicembre 2024. “Tale circostanza sebbene non sia idonea ad escludere il pericolo di reiterazione di reati analoghi a quelli perpetrati (in ragione dei consolidati rapporti dell’indagato con altri funzionari pubblici coinvolti nell’indagine e tuttora in servizio presso il Comune di Sannicola) è certamente indicativa di un affievolimento delle esigenze”.
