Cosimo Piccione si è dimesso da vicesindaco, assessore e consigliere del Comune di Sannicola. Da due giorni in carcere, poiché coinvolto in una inchiesta su un presunto sistema corruttivo dedito a reati contro la pubblica amministrazione in cambio di sostegno elettorale, si è presentato davanti al giudice per le indagini preliminari Valeria Fedele per l’interrogatorio di garanzia. Si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha firmato la lettera di dimissioni. A spiegare le ragioni della scelta è il suo legale, l’avvocato Luigi Corvaglia.
Secondo la Procura, sarebbe proprio l’ex vicesindaco a guidare la presunta organizzazione. Dopo aver ricoperto per dieci anni il ruolo di sindaco, dal 2013 al 2023, Piccione avrebbe continuato a esercitare un controllo di fatto sull’amministrazione comunale, mantenendo da vicesindaco, con il maggior numero di deleghe, una posizione centrale. La Procura sostiene che avesse influenzato funzionari considerati compiacenti, al fine di ottenere il consenso di imprenditori e potenziali elettori. Accuse che l’ex amministratore respinge con fermezza.
Davanti al Gip si sono presentati anche altri sette indagati. Cinque di loro hanno scelto il silenzio. Hanno invece risposto alle domande, negando ogni responsabilità, l’ex consigliere comunale di Sannicola Maria Pia Gioffreda, il tecnico Marco Mario Prontera istruttore esterno per alcune pratiche dell’Ufficio Lavori Pubblici, e Cosimo Leo, che ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Per quest’ultimo, il suo avvocato, Luigi Covella, ha chiesto la revoca della misura cautelare ai domiciliari, evidenziando come Leo sia in pensione dal 2023.