BRINDISI – Alla Valtur Brindisi manca l’ultimo tassello, quello che serve per completare un puzzle costruito pezzo dopo pezzo con pazienza e lucidità. Serve un play americano, il regista giusto per far girare la squadra come un’orchestra senza stecche, da mettere nelle mani esperte di coach Bucchi.
Non c’è fretta, perché il tempo in questo momento gioca dalla parte della società adriatica. Il resto della squadra, infatti, è già pronto e ben assortito: un mix di qualità, esperienza e gioventù che risponde ai nomi di De Vico, Vildera, Radonjic, Fantoma, Ndzie, Copeland, Esposito, Maspero, Miani e Mouaha.
I nomi che ballano sul taccuino della dirigenza sarebbero quattro, ognuno con il proprio bagaglio di talento ed esperienze diverse: Charles Manning, visto a Napoli prima di volare in Russia all’Avtodor Saratov; Ty Gordon, reduce dalla stagione turca al Trabzonspor; Marquise Jackson, ultimo anno in Ucraina al Volinbasket Lutsk; e Gerald Robinson, fresco di campionato con la Rinascita Basket Rimini.
Naturalmente resta sempre la porta aperta per un colpo a sorpresa, perché il presidente Marino e il suo staff vogliono scegliere con la testa e con il cuore, senza farsi prendere dalla fretta. L’obiettivo è chiaro: vivere un campionato di A2 da protagonisti per sognare il ritorno nell’élite del basket italiano.
I tifosi intanto possono sognare, perché sognare è sempre lecito. E in fondo, ogni grande viaggio inizia da un sogno che qualcuno decide di realizzare.
