“Ci sono 171 idonei (24 nella sola provincia di Lecce) del concorso Arif per operai stagionali idraulico forestali, che da un anno e mezzo aspettano di essere chiamati. Per loro, finora, zero giornate lavorative nonostante la penuria di uomini che in Puglia mette a rischio la manutenzione del territorio e la gestione del servizio antincendio boschivo nella stagione estiva. Lo scorrimento della graduatoria del concorso bandito nel 2023 dall’Agenzia regionale per le risorse irrigue e forestali, pubblicata a marzo 2024, si è fermato ai 360 vincitori senza attingere alla vasta platea degli idonei.
Un’interrogazione urgente all’assessore all’agricoltura Pentassuglia è stata presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro per sapere se verrà data finalmente un’occasione occupazionale ai tanti giovani che hanno superato la selezione pubblica, vista la grande necessità di forza lavoro qualificata da mettere in campo per rigenerare e preservare il patrimonio forestale, ambientale e paesaggistico del Salento in particolare, funestato dalla xylella e dalla progressiva desertificazione.
L’obiettivo del bando Arif 2023 era dare stabilità occupazionale, per quanto a tempo determinato, agli operai stagionali precedentemente assunti tramite agenzie interinali, garantendo loro lo svolgimento di un massimo di 156 giornate lavorative. Cosa che è avvenuta, ma solo per i vincitori, lasciando a casa gli idonei. Sono ben 171 di cui 67 per Bari e Bat, 61 per Foggia, 24 per Lecce, 17 per Taranto, 2 per Brindisi.
Agli operai stagionali idraulico forestali è affidata la manutenzione di corsi d’acqua, la sistemazione di versanti, l’imboschimento e il rimboschimento, il miglioramento dei boschi esistenti, la difesa del suolo e la valorizzazione ambientale e paesaggistica, nonché le operazioni antincendio boschivo, fondamentali per la salvaguardia del patrimonio forestale e della pubblica sicurezza. E c’è poi la grande partita da giocare per il futuro del Salento: l’attuazione degli interventi per la transizione ambientale. Attività improcrastinabili per un territorio flagellato dalla peste degli ulivi e dalla desertificazione, visto che dal 2000 al 2022 l’estensione delle terre aride è passata dal 3,3% al 19,3%, e la siccità sta creando gravi ripercussioni sulle colture mettendo in ginocchio l’economia, in particolare l’indotto dell’agricoltura.
“Mi auguro – conclude Pagliaro – che quest’estate l’Arif proceda ad assumere gli idonei del concorso, la cui graduatoria scadrà a marzo 2026, per dare a queste giovani forze l’opportunità di dimostrare sul campo le proprie competenze e capacità a servizio del territorio”.