LECCE – Cinquant’anni. E’ trascorso mezzo secolo dalla brutale aggressione che costò la vita a Sergio Ramelli. Era il 13 marzo del 1975 quando il 18enne pagò a caro prezzo la sua fede politica in quanto giovane militante di destra. Era davanti a casa quando due persone lo colpirono a morte a colpi di chiave inglese. Sergio morirà dopo quarantasette giorni di agonia, ennesima vittima dell’odio e dell’intolleranza che negli anni di piombo segnarono la vita e la storia della nostra Repubblica
Il Comune di Lecce – su proposta del vicesindaco Roberto Giordano Anguilla – gli ha voluto dedicare una piazzetta, all’angolo tra le vie Monteroni ed Enrico Fermi. “Questo è un luogo trascurato, vogliamo riempirlo di vita e di significato, ha sottolineato Sveva Ancora”, portavoce dell’associazione Sergio Ramelli.
E’ importante non dimenticare perché la memoria resti scolpita nei cuore e nella mente di quanti diffondono odio con i loro atteggiamenti e con le loro parole, pesanti come macigni, capaci di lasciare segni indelebili nelle coscienze.
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