Da un euro e cinquanta per ogni persona che sceglie di pernottare nelle strutture ricettive con una sola stella, nei camping e anche nelle case religiose, a due euro per le case vacanze e per i B&B, sino ad arrivare a quattro euro per gli alberghi a cinque stelle.
Il Comune di Ostuni ha rivisto le tariffe per la tassa di soggiorno da applicare per il 2025. Lo ha fatto con una delibera, approvata dalla giunta sul finire del 2024, il 30 dicembre, pronunciandosi sulla proposta presentata dal settore Servizi finanziari, tributi e risorse umane.
L’obiettivo è il miglioramento dei dei servizi garantiti fino ad ora “in materia di turismo, beni culturali e ambientali”, così come in materia di “servizi pubblici locali”. L’amministrazione cittadina – si legge nella delibera – intende mantenere “almeno costante la presenza dei turisti” e per questo “occorre investire per migliorare il patrimonio artistico e ambientale e per organizzare e realizzare eventi culturali”.
Dalla Fenailp, la Federazione Nazionale di rappresentanza di imprenditori e professionisti operanti in tutti i settori della Micro, Piccola e Media Impresa, arriva una doppia bocciatura, sia per quanto rigaurda il metodo che nel merito.
“Non c’è stata alcuna consultazione, nessun dialogo con le forze sociali ed economiche della città”, lamenta il vicepresidente
Cosimo Lubes. “Nel merito, riteniamo sbagliato aumentare la tassa di soggiorno senza prevedere un vincolo di scopo. Invece di investire in infrastrutture che possano rendere Ostuni una destinazione più attrattiva e fruibile, temiamo che le risorse finiscano nel generico calderone della spesa corrente”, spiega.
“È lecito chiedersi se i fondi raccolti con la tassa di soggiorno saranno usati, come accaduto lo scorso anno, per coprire costi di servizi essenziali come lo smaltimento dei rifiuti, un servizio che, tra l’altro, risulta in proroga da quasi due anni”, conclude il vicepresidente. L’associazione, quindi, chiede al sindaco di Ostuni, Angelo Pomes e all’Amministrazione Comunale di fare chiarezza sulla effettiva destinazione dei fondi raccolti tramite la tassa di soggiorno.