LECCE – Raffreddore, tosse, febbre e problemi gastrointestinali. Un pugliese su 100 in questi giorni è al letto con l’influenza e sebbene l’andamento della curva dei contagi sia in ascesa, al momento il tasso di incidenza in questa regione è al di sotto della media nazionale. È il quadro cristallizzato dai monitoraggi dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il trend tuttavia, si diceva, è in crescita rispetto alle ultime settimane in tutte le fasce d’età.
La fascia pediatrica è quella maggiormente colpita, con oltre 25 casi ogni 1.000 bambini al di sotto dei 5 anni. I ricoveri per “bronchiolite” ne sono la testimonianza.
Anche in questo caso il dato nazionale è leggermente più elevato di quello locale, con 28 casi in media in Italia ogni mille bimbi.
Più in generale nella precedente stagione 2023-24 l’epidemia influenzale ha registrato numeri decisamente più alti: in questo stesso periodo febbre, mal di gola e raffreddore hanno colpito lo scorso anno 2 pugliesi su 100.
All’ordinaria influenza si aggiunge poi il Coronavirus che, archiviata l’emergenza pandemica, non è di certo scomparso, è semplicemente rientrato nei virus con i quali periodicamente bisogna fare i conti.
Su questo fronte gli ultimi dati di incidenza nazionale disponibili riguardano la settimana dal 19 al 25 dicembre, con tassi pari a 3 casi ogni 100.000 abitanti, mentre in Puglia erano pari a 1,2 casi, dunque meno della metà. Numeri che, ovviamente, si riferiscono ai soggetti che, a fronte di sintomi più acuti o comunque “sospetti”, hanno deciso di sottoporsi ad un tampone riferendo poi al medico curante la positività.
Ad ogni modo ad oggi non sono stati notificati al servizio epidemiologico della regione casi gravi o complicati di influenza o covid, “ma dobbiamo tenere alta l’attenzione – raccomandano gli esperti – perché il picco influenzale non è stato ancora raggiunto” e “il rientro a scuola dopo le festività potrebbe ancora favorire i contagi” aggiunge l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Piemontese.
Nel 2024 in Puglia i cittadini che hanno deciso di sottoporsi al vaccino antinfluenzale sono aumentati del 3% rispetto al 2023. Per il vaccino anticovid sono aumentati del 58% e per l’antipneumococco del 32%. Un’accelerata sul fronte della prevenzione con numeri di tutto rispetto.
