Sarebbe stata lasciata sola, in una casa sporca, e denutrita fino agli ultimi giorni della sua vita. Una storia che arriva dall’hinterland di Nardò, dove una donna di 85 anni, affetta da un deterioramento cognitivo severo e riconosciuta invalida al 100%, sarebbe stata abbandonata in condizioni di isolamento e degrado, priva delle cure e delle assistenze necessarie. Ora, la Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per il figlio 68enne e l’amministratrice di sostegno, un’avvocata di Lecce di 46 anni. A chiedere verifiche e approfondimenti sulla gestione dell’anziana sono stati gli altri due figli, che hanno denunciato la situazione. La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dalla pm Rosaria Petrolo, approderà davanti alla giudice Francesca Mariano il prossimo 19 febbraio, giorno fissato per l’udienza preliminare. Secondo le indagini, la donna avrebbe vissuto nella solitudine, spesso lasciata malvestita e sporca, senza che le indicazioni mediche venissero rispettate. Le segnalazioni dei figli denunciano un quadro di abbandono totale, con il divieto per loro di accedere alla casa per verificare lo stato di salute della madre. L’amministratrice di sostegno, nominata nel marzo 2020, aveva dichiarato in una relazione depositata presso l’Ufficio del Giudice Tutelare, nel luglio del 2022, di essersi occupata della gestione della salute dell’anziana, in collaborazione con il medico curante, e di aver organizzato visite specialistiche. Secondo la Procura, però, queste affermazioni sarebbero false: l’anziana non avrebbe mai ricevuto le cure necessarie. Le contestazioni vanno oltre il danno fisico: emergono anche presunti illeciti economici. Il figlio, approfittando delle condizioni di infermità della madre, le avrebbe fatto sottoscrivere, nell’ottobre del 2019, un contratto di comodato d’uso gratuito e a tempo indeterminato di un locale commerciale di sua proprietà. Inoltre, con una delega sul conto bancario della madre, avrebbe sottratto 38.793 euro e utilizzato una carta di credito intestata all’anziana per nove operazioni, per un totale di 7.500 euro. I due imputati sono difesi dagli avvocati Pietro Viola e Daniele Giandomenico