LECCE – Sarà pure una città a misura di auto e, in alcuni casi, riservata alle bici (anche se la strada da fare è ancora lunga). Di sicuro non è una città a misura di pedone. Non solo perché attraversare una qualunque strada è pericoloso (e poco importa se si utilizzino o meno le strisce pedonali) ma anche perché anche fare una semplice passeggiata in centro diventa un’impresa per i cosiddetti normodotati. Per i diversamente abili invece si trasforma in un problema insormontabile.
Guardate queste immagini- Abbiamo provato a percorrere un lungo tratto di via 95° Reggimento Fanteria, una delle strade più trafficate dalle auto e più battute dai pedoni. Ad una cinquantina di metri ritroviamo piazza Mazzini e le vie dello shopping leccese.
Ogni dieci metri, o giù di lì, ci imbattiamo in un ostacolo. Tra pali della segnaletica verticale, cestini dei rifiuti, piante e rifiuti posizionati all’ingresso di alcune attività commerciali è praticamente impossibile camminare. Se si ha la sventura di incrociare un altro pedone sulla nostra strada non resta che fare a tocco o trovare un compromesso. Potete ben immaginare cosa possa accadere ad una persona diversamente abile: la sua carrozzina rischia di restare incastrata o bloccata. Risultato? E’ costretta a cercare disperatamente uno scivolo per scendere temporaneamente per strada e risalire velocemente sul marciapiede. Un percorso vizioso e assurdo che mette a dura prova la pazienza e, soprattutto, la sicurezza di quanti sono meno fortunati di noi.
Una situazione inaccettabile, certamente non degna di un paese civile e di una città d’arte quale si professa Lecce. Questione di rispetto e di attenzione verso i più fragili.
Giornalista professionista dal 2008, già direttore di Canale 8 e de L’ATV, caporedattore di Studio 100. Ha collaborato con alcuni quotidiani regionali e ha curato uffici stampa di eventi nazionali. Esperto in comunicazione, abile nel gestire l'immagine di un'azienda privata, di un ente pubblico o di un'associazione. Ottime capacità di lavorare in team e di coordinare le risorse umane a disposizione.