TARANTO – Dopo i cinque gol rimediati in casa dal Catania, il Taranto è sempre più solo in fondo alla classifica e deve fare i conti con ansie e paure che solo le vittorie possono cancellare ma la squadra vista in campo in queste ultime settimane non ha la forza fisica e mentale per superare questo periodo in cui aleggiano i fantasmi di una resa silenziosa.
E quei fantasmi, mai davvero scacciati, continuano a guardare, quasi compiaciuti.
La squadra di mister Cazzarò, domenica, sembrava smarrita, confusa, incapace di reagire. Una barca in balia delle onde, senza vento nelle vele.
Intanto, il tempo scorre come sabbia tra le dita. Ci sono scadenze che bussano, decisioni che attendono, e i tifosi, stanchi di aspettare, chiedono chiarezza e azione.
Il closing con Apex è previsto per il 13 dicembre, ma il tempo stringe: gli stipendi devono essere saldati entro il 16 dicembre. Un ritardo nei pagamenti potrebbe causare nuove penalizzazioni in classifica, compromettendo o annullando le possibilità di salvezza.
Le certezze scarseggiano, le domande aumentano, e l’unica cosa sicura è l’amore, deluso e ferito, dei tifosi che non vorrebbero mai più vedere una partita come quella contro il Catania. Mai più una squadra che sembra accettare la sconfitta prima ancora di combattere.
Taranto, la città, i tifosi, meritano di più, molto di più.
Si concluda questa acquisizione e poi la nuova società dica cosa vuole fare: vuole provare a salvare il salvabile oppure sarebbe meglio ripartire dalla serie D con un nuovo progetto che punti a guarda ad un futuro più roseo? Questo punto di domanda adesso pesa come un macigno. I prossimi giorni faranno cadere ogni velo: Taranto merita chiarezza.